Il lavoro fatto bene, la capacità d’intraprendere che contraddistingue l’Alba che va avanti, l’investimento sul futuro e la fiducia necessaria a superare un periodo ancora difficile: è il mix d’”ingrendienti”, in fondo molto sabaudo, che il neosindaco Maurizio Marello condensa nell’augurio alla città per Natale e il nuovo anno. Ma nell’intervista che segue il primo cittadino non esita a rispondere con chiarezza sui temi “caldi” e – perché no? – a lanciare qualche provocazione.
Sei mesi di amministrazione: gioie e dolori, Sindaco?
«Fare il Sindaco di Alba è molto impegnativo, ma il bilancio è positivo. Le gioie, intese come rapporto con la gente, la possibilità di fare del bene e la responsabilità di governo di una città importante e conosciuta in tutto il mondo, superano di gran lunga i dolori. Certo, i problemi e le difficoltà sono tanti, in particolare la sofferenza maggiore è di non riuscire sempre a dare risposte soddisfacenti ai problemi delle persone».
Quali sono le promesse che può fare alla città per il 2010?
«Non amo fare promesse; preferisco parlare d’impegno ad attuare il programma elettorale. Vogliamo promuovere una amministrazione pulita e vicina ai cittadini; sostenere le famiglie anche con buone politiche abitative; lavorare per la manutenzione di vie, piazze, aree verdi, edifici scolastici, impianti sportivi, con riguardo soprattutto ai quartieri periferici; completare la scuola media di Mussotto; portare avanti il cantiere della Maddalena, destinato a ridisegnare il centro della città. Andare avanti con la progettazione del terzo ponte sul Tanaro, sollecitare la costruzione dei lotti albesi dell’autostrada Asti-Cuneo e la prosecuzione dei lavori del nuovo ospedale di Verduno».
Che cosa prevede per piazza San Paolo?
«Com’è noto, si tratta di un progetto della precedente Amministrazione, che ci ha visti a suo tempo contrari. La scelta di costruire il parcheggio sotterraneo e di affidare anche in gestione alla Parcheggi Alba la sosta blu di superficie di tutta la città risale a febbraio, dunque alla vigilia del voto, con la convenzione stipulata e sottoscritta da Giuseppe Rossetto, che vincola ovviamente anche l’attuale Esecutivo. Siamo in attesa che l’operatore depositi il progetto esecutivo del parcheggio, dopodiché verranno avviati i lavori».
Ma la questione sollevata sulle colonne di Gazzetta da Carlo Castellengo riguarda la realizzazione della strada di collegamento con viale Cherasca (il primo tratto della “tangenzialina”) e il nodo dei parcheggi alternativi da utilizzare quando i cantieri saranno in corso. Che cosa prevede su questi punti?
«Va spiegato chiaramente che il tema del parcheggio provvisorio non è stato affrontato. E Castellengo solleva un problema giusto, ma non risolto da chi ha firmato l’operazione, cioè l’Esecutivo di centro-destra. Nella convenzione l’idea di costruire la strada prima della piazza non c’è, così come non è stata prevista la soluzione alternativa per i parcheggi durante i cantieri. Per questo sono in corso contatti con la Società San Paolo e la stessa Parcheggi Alba. Le opzioni al momento in discussione sono quelle di un’area attrezzata in via Liberazione oppure del multipiano della stazione a disposizione durante i lavori. Ma il prezzo enorme che pagheremo con questa operazione sono piuttosto i vent’anni di gestione dei parcheggi in superficie della città concessi a una società privata».
Significa che non si potrà parlare di pedonalizzazione del centro per vent’anni?
«Significa che ogni volta che vorremo intervenire su questo punto dovremo discutere con la società che gestisce la sosta».
È ipotizzabile che i cantieri di piazza San Paolo e della strada partano in primavera?
«Sì, certo».
La domanda a questo punto è d’obbligo: che fine ha fatto il Piano regolatore?
«Nei mesi scorsi siamo stati impegnati in un lavoro di revisione e di confronto del progetto già impostato, purtroppo mai portato a termine dalla passata Amministrazione. Abbiamo visto che tante nostre osservazioni del tempo in cui eravamo opposizione sono state convalidate da indagini tecniche non di parte (vedi la Valutazione ambientale strategica). Ora si sta definendo il progetto preliminare e nei primi mesi dell’anno sarà possibile portarlo all’esame della Commissione consiliare competente, dei quartieri per poi successivamente approvarlo in Consiglio comunale».
La sua Amministrazione ha puntato in questi mesi all’equilibrio dei conti e al sociale. Ma Alba è una città turistica (ci sono in ballo migliaia di posti di lavoro) e imprenditoriale. Come si muoverà il Comune?
«Abbiamo ereditato a giugno il Patto di stabilità sforato di 700 mila euro, i capitoli di spesa pressoché vuoti e due milioni di fatture scadute da pagare. Abbiamo pagato a oggi oltre tre milioni di euro di debiti, lavorato sodo nell’affrontare i problemi correnti e iniziato a progettare per il futuro con un ambizioso programma di opere pubbliche. E qui confermo che rispetteremo il Patto. Quanto alla “vocazione turistica”, questa va coltivata con attenzione e impegno. Già con l’ultima edizione della Fiera del tartufo abbiamo voluto che emergesse una potenziale attrattività anche culturale della città e su questa linea vogliamo continuare. Credo che Vinum, in primavera, offrirà un’idea chiara di come intendiamo la promozione turistica. Ma vorrei ricordare che in questo impegno Alba non dev’essere sola. Quella del turismo è una carta che dobbiamo giocarci tutti insieme, Alba e il territorio che la circonda. Da soli non otterremmo nessun risultato positivo».
Caos da traffico, a cominciare da Mussotto, dove il nuovo centro commerciale non ha giovato. Che farà per dare una svolta?
«Troppo tempo è stato perso e troppe chiacchiere sono state spese a vuoto. Il completamento dell’autostrada è di là da venire. Della tangenziale veramente risolutiva, quella ad Ovest della città, non esiste alcun progetto. La tangenzialina lungo il Cherasca mi pare nascere già asfittica, così come è stata pensata. Oggi dobbiamo svolgere un’azione su più piani: di pressione politica sugli enti sovraordinati, di progettazione concreta degli interventi, di costruzione di nuove strade urbane, di correzione degli errori compiuti. Ad esempio, lei cita il Mussotto. Mi chiedo come sia stato possibile autorizzare il nuovo centro commerciale senza prima pensare ad alcun intervento sulla viabilità. Adesso dovremo faticare molto per inventarci e realizzare correttivi, che però saranno molto più complessi e costosi da mettere in opera».
Come ha detto Gazzetta nelle scorse settimane, nei prossimi mesi si nomineranno i vertici d’importanti società pubblico-private e consorzi: è tempo di cambiare aria?
«Sì, è tempo di “aria nuova”, come abbiamo detto in campagna elettorale. Del resto, sin dalle prime nomine in diversi enti abbiamo puntato sulla competenza e sul rinnovamento come principali criteri di scelta. Questo non significa necessariamente un giudizio negativo su chi è stato sinora ai vertici di società ed enti, ma il cambiamento è indispensabile al buon governo e alla democrazia».
Il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso in tema elettorale nei prossimi mesi. Come attende la decisione? Che cosa cambierà se il centro-destra avesse ragione?
«Attendo sereno e fiducioso, così come ho fatto prima del fatidico 14 ottobre, quando il Tribunale amministrativo regionale ci ha dato ragione. Del resto, la sentenza impugnata è molto ben motivata. Ciò che è del tutto immotivato e controproducente per la città è l’ostinazione dell’opposizione a non accettare il verdetto delle urne. Non credo che il centro-destra avrà ragione, ma se così fosse si assumerà la grave responsabilità di portare la città a probabili elezioni anticipate».
Quale ruolo ha il sindaco in tema di occupazione, un grave problema dei nostri giorni?
«Purtroppo, su questi temi il Comune non ha competenze. Ma si impegnerà a fondo – lo farò personalmente – nel seguire i casi, purtroppo in crescita, di richieste di cassa integrazione e riduzione del numero di occupati. Per fare in modo che gli interessati possano avere il massimo sostegno in un passaggio delicatissimo della loro vita».
La crisi sta evolvendo in positivo? Che strascichi ha lasciato ad Alba?
«C’è chi, fin troppo ottimisticamente, dice che ne stiamo uscendo. Io lo spero, ma tanti segnali mi fanno pensare che dobbiamo ancora essere pronti ad affrontare momenti difficili. Per ora vedo tante persone che faticano a tirare avanti, che non riescono a pagare l’affitto o la rata del mutuo. E numerose famiglie che sono molto preoccupate per l’avvenire non certo sereno che si prospetta per i loro figli. Vedo però anche imprenditori capaci e dinamici, che hanno dato solidità al nostro sistema economico e questo mi fa comunque guardare avanti con fiducia».
Come giudica la recente polemica sul crocifisso?
«Strumentale. Come ebbe a dire tempo fa il senatore Giulio Andreotti, in questi ultimi anni il comandamento più violato dai politici è “Non nominare il nome di Dio invano”. E poi ha ragione il nostro Vescovo: preoccupiamoci dei “crocifissi” del nostro tempo, di coloro i quali oggi incarnano le sofferenze e le ingiustizie che a suo tempo ebbe a subire Gesù».
Perché ad Alba il centrosinistra ha vinto le elezioni?
«Perché abbiamo parlato al cuore e alla mente degli albesi, non abbiamo criticato l’avversario, siamo stati propositivi sui problemi concreti della città e del territorio. Gli albesi hanno capito che si potevano fidare di noi, del nostro programma e della nostra proposta di governo corretto e trasparente. Ora sta a noi cercare di governare bene, con competenza e onestà».
Perché a livello nazionale il centro-sinistra è in difficoltà?
«Perché fa prevalere la critica sulla proposta politica. Il centro-sinistra, a parer mio, deve rinnovarsi nella sua classe dirigente, riscoprendo una parola essenziale che è “territorio”, così come nel piccolo è stato fatto in molte realtà locali compresa la nostra».
Che cosa serve al nostro Paese?
«Servirebbe una classe politica davvero votata alla ricerca del bene comune e quindi credibile, senza neppure l’ombra di un conflitto di interessi, nel momento in cui chiedesse a tutti i sacrifici che pur sono indispensabili per ammodernare il Paese».
Il suo augurio per Alba, alla vigilia di Natale e del nuovo anno.
«Serenità per tutti. Perché sentano sempre più orgoglio e amore per la loro città. Perché non perdano il gusto dell’iniziativa imprenditoriale e del lavoro fatto bene. Perché capiscano che accogliere chi viene ad aiutarci con il suo lavoro non è solo atto di carità, ma lungimirante investimento sul futuro. Perché abbiano fiducia sul tempo che ci attende».
(da Gazzetta d’Alba del 22 dicembre 2009 – intervista di Maria Grazia Olivero)