CONVEGNO VIABILITA’ – Strade, Alba chiede 200 milioni

27 Settembre 2008

ALBA – C’è un libro dei sogni da oltre 200 milioni di euro che per Alba rischia di diventare un incubo. E’ quello della viabilità, con molte pagine incerte o mai scritte, rimandate o vanamente promesse. Se ne è parlato ieri nel palazzo municipale, grazie a un convegno promosso dal Pd con il coordinamento del consigliere regionale Mariano Rabino che ha avuto innanzitutto un merito: offrire una fotografia puntuale della situazione, con uno sguardo alle scelte del passato e alle ipotesi per il futuro. I capitoli principali di questo libro, ha spiegato ieri il consigliere comunale Maurizio Marello in un discorso che ha indirettamente lanciato la sua candidatura a sindaco di Alba, sono quattro: le tangenziali cittadine Est e Ovest, l’accesso al nuovo ospedale di Verduno, l’autostrada Asti-Cuneo. La tangenziale Est – tutti la chiamano così, ma il termine è improprio perché sarà una strada che scorre in mezzo alle case lungo il torrente Cherasca – è quella più a portata di mano, con il terzo ponte sul Tanaro per prolungare il collegamento fino alla Statale 231: «I primi lavori sono ormai pronti a partire» ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Pelisseri, anche se ci sono ancora incertezze sui famosi fondi Crosetto della Finanziaria 2006 per quest’opera da 20-30 milioni di euro.

La tangenziale Ovest – quella che grazie a un tunnel dovrebbe collegare corso Cortemilia con la zona di San Cassiano e Cantina Roddi, creando una reale alternativa all’attraversamento della città – sembra destinata a rimanere assopita per ancora un po’: il costo è di 150 milioni di euro e nessuno sembra in grado di garantire un simile finanziamento anche se a detta di tutti è la vera sfida da affrontare. «Per i lotti albesi dell’autostrada Asti-Cuneo – ha detto il presidente della Provincia Costa – speriamo di avere notizie positive a fine settembre, nella riunione con l’Anas e la società concessionaria. Un problema da affrontare oggi è quello del pedaggio tra Alba e Asti, troppo oneroso per auto e camion». Infine, c’è la questione della viabilità d’accesso al nuovo ospedale di Verduno, che a dire il vero era l’unico punto all’ordine del giorno prima di essere fagocitato dai tanti problemi di traffico che stringono Alba in una tenaglia. «L’effetto Malpensa non ci sarà» ha detto l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Daniele Borioli. «Abbiamo messo a disposizione 3,5 milioni di euro per la bretella che collegherà l’ospedale alla strada provinciale 7 ed è già stata trasmessa agli enti una prima bozza dell’accordo di programma per individuare le modalità operative di progettazione e realizzazione dell’intervento». Restano invece molte incertezze sull’adeguamento della SP7, per la quale la Provincia prevede una spesa di oltre 20 milioni di euro.

(da LA STAMPA 21/9/2008)


Una strada per il Nuovo Ospedale

25 Settembre 2008

L’assessore Borioli. La Regione garantirà l’accesso alla struttura di Verduno con 3.500.000 euro, fondi a disposizione per una bretella di collegamento tra l’ospedale e la provinciale 7, attraverso cui si raggiunge l’Asti-Cuneo.
Marello. Alba è cresciuta dal punto di vista economico, ma è rimasta isolata dal resto della provincia di Cuneo in tema di strade, ferrovie e trasporti pubblici. Le uniche opere di grande viabilità risalgono agli anni Settanta e Ottanta.

Rischio Malpensa? È stato il paragone utilizzato per esprimere le preoccupazioni riguardanti le strade di accesso per l’ospedale di Verduno. Molte paure sono state smentite: la Regione garantirà l’operatività della struttura ospedaliera attraverso un finanziamento di 3.500.000 euro. Ci saranno fondi per una bretella di collegamento tra l’ospedale e la provinciale 7, attraverso la quale si raggiunge l’Asti-Cuneo. I particolari sono stati illustrati durante il convegno di sabato 20 settembre, tenutosi in municipio e organizzato dal Gruppo regionale del Partito democratico.


Il cantiere del nuovo ospedale (Foto di Mauro Soave)
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«Per permettere la copertura finanziaria», ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti Daniele Borioli, «abbiamo stipulato un accordo di programma tra Regione, Provincia, Asl Cn2 e Comune di Verduno, finalizzato all’intervento. Il 17 settembre è stata trasmessa una prima bozza dell’intesa, da approvare nella prossima Conferenza dei servizi».Lo studio di fattibilità predisposto dalla Provincia per la realizzazione della strada di accesso al nuovo ospedale prevede interventi di sistemazione della viabilità di adduzione per 24,1 milioni di euro, di cui solo 4 sono disponibili.

Ha proseguito Borioli: «È inoltre necessario un intervento sullo svincolo Ovest della circonvallazione di Alba, ancora in progettazione, per il quale servono 100 milioni di euro, e un altro sullo svincolo Est, da 30 milioni (ne sarebbero disponibili 12)».

Si tratta di un tentativo di rendere meno problematico il raggiungimento dell’ospedale da tutta la rete stradale.


Il tavolo dei relatori del convegno tenutosi sabato in municipio;
da sinistra, nella foto di Severino Marcato: Giovanni Negro, Daniele Borioli,
Mariano Rabino, Maurizio Marello e Franco Foglino.

Langa da collegare

La rete stradale

«La viabilità di adduzione al nuovo ospedale si presenta insomma come un tema fondamentale e di interesse, che non può essere sottovalutato e dev’essere gestito al meglio»: sono state le parole con cui Mariano Rabino, ha salutato lo sforzo della Regione. Il consigliere regionale albese ha sottolineato l’impegno per garantire la presenza al convegno dell’assessore regionale alla sanità Eleonora Artesio e del direttore generale dell’Asl Cn2 Giovanni Monchiero, che hanno tenuto a battesimo l’avvio dell’accordo di programma.

«Verduno non sarà come Malpensa», ha sentenziato infine l’assessore Daniele Borioli, dipanando dubbi e preoccupazioni dei presenti.

(da Gazzetta d’Alba del 23 settembre 2008)


L’emergenza si chiama abitazione

17 Settembre 2008

“Siamo in emergenza. E basta elencare pochi, scarni numeri. Per i contributi relativi ai canoni d’affitto che la Regione mette a disposizione per redditi inferiori a 11 mila euro sono state presentate 400 domande, giacciono 114 richieste per le case popolari, 100 casi di famiglie in situazione di estrema povertà sono segnalate dal Consorzio socio-assistenziale e per alcune incombono già gli sfratti. Per contro, ci sono a disposizione sotto le torri in tutto 70 minialloggi per anziani (occupati) e 3 strutture di volontariato ospitano soggetti in difficoltà, garantendo aiuto a 50 persone al giorno”.

Comune latitante. Lancia l’allarme sociale Maurizio Marello. E i dati fanno il resto. Il consigliere di centro-sinistra non esita: «Piazza Duomo latita. Di fronte all’emergenza odierna, che fa? Poco o nulla. Oggi il problema sociale è drammatico: anche il ceto medio arranca, a causa di salari fermi, mutui in crescita, affitti alle stelle e carovita. È urgente intervenire subito sul tema casa. Da anni non esistono terreni per l’edilizia popolare. Il Piano regolatore avrebbe dovuto risolvere il problema, ma non lo ha fatto e, a fronte di una novantina di varianti, non si è portata avanti l’unica urgente. Il paradosso è una bolla edilizia malgovernata che vede – con tre milioni di oneri di urbanizzazione l’anno in cassa – centinaia di alloggi nuovi, in costruzione o in progetto, ma nemmeno un metro quadrato per abitazioni a prezzi accessibili».

Tabella.

Marello va oltre: «Delle 47 azioni previste dal Piano di zona del Consorzio socio-assistenziale solo 7 non sono state attivate e 4 sono legate al Comune di Alba e riguardano l’abitazione, l’attivazione di un dormitorio pubblico, gli spazi ricreativi e i servizi per la prima infanzia. Per queste problematiche gli assessori Raffaella Delsanto e Ivana Brignolo Miroglio non hanno convocato i tavoli di confronto. Manca del tutto l’iniziativa politica».

Franco Foglino rincara la dose: «È importante che i Comuni si organizzino, in modo da intervenire sui problemi urgenti legati in particolare alla casa e alle politiche giovanili. Per affrontare il problema dell’abitazione occorre però la capacità di coinvolgere le organizzazioni imprenditoriali, di categoria, banche e associazioni come hanno già fatto Fossano e Savigliano, che hanno pure ottenuto contributi regionali. Alba ha un numero rilevante di alloggi vuoti, probabile frutto di investimento: occorre spingere ad affittarli a prezzi equi, offrendo garanzie».

Le proposte. Marello: «Occorre individuare nel Piano regolatore aree per l’edilizia popolare. Inoltre, bisogna istituire un’Agenzia sociale per la locazione capace di fornire ai proprietari degli alloggi sfitti un’assicurazione contro il rischio di morosità. L’Amministrazione dovrebbe farsi garante, infine, di mutui a tasso fisso per l’acquisto della prima casa diretti a giovani coppie, donne sole con bambini, famiglie non abbienti. Accade a Torino e altrove, perché non in Langa?

(da Gazzetta d’Alba del 9 settembre 2008)