INUTILE VIOLENZA

30 Dicembre 2008

Hamas dice da tempo: “cancellamo Israele”.
Israele oggi dice:”cancelliamo Hamas”.
Chi ha ragione? Nessuno dei due. Forse non è superfluo ricordare il diritto di Israele a continuare ad esistere e quello del popolo palestinese ad avere una terra “dove potere esistere”.
Di certo la violenza e la guerra sono inaccettabili.
Lo sono dal punto di vista umano, per le centinaia di vittime, soprattutto civili, che hanno, in ogni guerra, sempre “torto”.
Lo sono, in questo caso più che mai, inutili e dannosi dal punto di vista politico.
Se Hamas rappresenta un estremismo con cui è quasi impossibile dialogare (andata al potere anche grazie al dilagare della corruzione nelle forze moderate di Fatah) i bombardamenti non fanno che rafforzarla.
Si perchè la violenza fa il gioco degli estremisti, di chi non vuole il dialogo ma lo scontro.

E poi, non a caso tutto accade nel “vuoto di potere” del passaggio tra i due Presidenti USA e nell’imminenza delle elezioni politiche israeliane: nel ‘97, se ben ricordo, i bombardamenti voluti dai Laburisti portarono alla vittoria la destra (Barak, attuale ministro della difesa, dovrebbe farne memoria).

E poi, tutto accade nella più totale e disarmante inutilità delle Nazioni Unite. Restiamo tutti a guardare (Italia compresa).

Dov’era ieri la politica? Dov’è oggi?

Mi fermo qui, anche perchè non ho la competenza per un’analisi approfondita del problema: questa è una semplice e sindacabile  riflessione di chi, ancora una volta, assiste impotente allo strapotere di una “economia di guerra” che muove il mondo, in ogni suo angolo, compreso il medio-oriente.

Preferisco riportare la testimonianza di Vittorio Arrigoni, un giornalista che vive a Gaza e che dice qualcosa che abitualmente non si sente nei nostri telegiornali:

“Il mio appartamento di Gaza dà sul mare, una vista panoramica che mi ha sempre riconciliato il morale, spesso affranto da tanta miseria a cui costretta una vita sotto l’assedio.

Prima di stamane. Quando dalla mia finestra si è affacciato l’inferno.

Ci siamo svegliati sotto le bombe stamane a Gaza, e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia.

E amici miei, ci sono rimasti sotto.

Siamo a 210 morti accertati finora, ma il bilancio è destinato drammaticamente a crescere. Una strage senza precedenti. Hanno spianato il porto, dinnanzi a casa mia, e raso al suolo le centrali di polizia.

Mi riferiscono che i media occidentali hanno digerito e ripetono a memoria i comunicati diramati dai militari israeliani secondo i quali gli attacchi avrebbero colpito chirurgicamente solo le basi terroristiche di Hamas.

In realtà visitando l’ospedale di Al Shifa, il principale della città, abbiamo visto nel caos d’inferno di corpi stesi sul cortile, alcuni in attesa di cure, la maggior parte di degna sepoltura, decine di civili.

Avete presente Gaza?

Ogni casa è arroccata sull’altra, ogni edificio è posato sull’altro, Gaza è il posto al mondo a più alta densità abitativa, per cui se bombardi a diecimila metri di altezza è inevitabile che compi una strage di civili. Ne sei coscente, e colpevole, non si tratta di errore, di danni collaterali.

Bombardato la centrale di polizia di Al Abbas, nel centro, è rimasta seriamente coinvolta nelle esplosioni la scuola elementare lì a fianco.

Era la fine delle lezioni, i bambini erano già in strada, decine di grembiulini azzurri svolazzanti si sono macchiati di sangue.

Bombardando la scuola di polizia Dair Al Balah, si sono registrati morti e feriti nel mercato li vicino, il mercato centrale di Gaza. Abbiamo visto corpi di animali e di uomini mescolare il loro sangue in rivoli che scorrevano lungo l’asfalto. Una Guernica trasfigurata nella realtà.

Ho visto molti cadaveri in divisa nei vari ospedali che ho visitato, molti di quei ragazzi li conoscevo. Li salutavo tutti i giorni quando li incontravo sulla strada recandomi al porto, o la sera per camminando verso i caffè del centro.

Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia mutilata.

La maggior parte erano giovani, sui diciotto vent’anni, per lo più non politicamente schierati ne con Fatah ne Hamas, ma che semplicemente si erano arruolati nella polizia finita l’università per aver assicurato un posto lavoro in una Gaza che sotto il criminale assedio israeliano vede più del 60% popolazione disoccupata.

Mi disinteresso della propaganda, lascio parlare i miei occhi, le mie orecchie tese dallo stridulo delle sirene e dai boati del tritolo.

Non ho visto terroristi fra le vittime di quest’oggi, ma solo civili, e poliziotti.

Esattamente come i nostri poliziotti di quartiere, i poliziotti palestinesi massacrati dai bombardamenti israeliani se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza, lo stesso incrocio, la stessa strada.

Solo ieri notte li prendevo in giro per come erano imbacuccati per ripararsi dal freddo, dinnanzi a casa mia.

Vorrei che almeno la verità donasse giustizia a queste morti.

Non hanno mai sparato un colpo verso Israele, ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione. Si occupavano di dirigere il traffico, e della sicurezza interna, tanto più che al porto siamo ben distanti dai confini israeliani.

Ho una videocamera con me ma ho scoperto oggi di essere un pessimo cameraman, non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime.

Non ce la faccio. Non riesco perché piango anche io.

All’ospedale AL Shifa con gli altri internazionali dell’ISM ci siamo recati a donare il sangue. E lì abbiamo ricevuto la telefonata, che Sara, una nostra cara amica è rimasta uccisa da un frammento di esplosivo mentre si trovava vicino alla sua abitazione nel campo profughi di Jabalia. Una persona dolce, un’anima solare, era uscita per comprare il pane per la sua famiglia. Lascia 13 figli.

Poco fa mi invece mi ha chiamato da Cipro Tofiq.

Tofiq è uno dei fortunati studenti palestinesi che grazie alle nostre barche del Free Gaza Movement è riuscito a lasciare l’immensa prigionia di Gaza e ricominciare altrove una vita nuova. Mi ha chiesto se ero andato a trovare suo zio e se l’avevo salutato da parte sua, come gli avevo promesso.Titubante mi sono scusato perchè non avevo ancora trovato il tempo.

Troppo tardi, è rimasto sotto alle macerie del porto insieme a tanti altri.

Da Israele giunge la terribile minaccia che questo è solo il primo giorno di una campagna di bombardamenti che potrebbe protrarsi per due settimane.

Faranno il deserto, e lo chiameranno pace.

Il silenzio del “mondo civile” è molto più assordante delle esplosioni che ricoprono la città come un sudario di terrore e morte.”

Vittorio Arrigoni

NATALE.

22 Dicembre 2008

Maria guarda Gesù
e pensa:
“Questo Dio è mio figlio….
è Dio e mi assomiglia.”
…Un Dio bambino
che si può prendere
fra le braccia
e coprire di baci,
un Dio caldo che sorride
e respira,
un Dio che si può
toccare e che ride.
J.P. Sartre


Bilancio preventivo 2009: molto deludente. La Corte dei Conti “bacchetta” il Comune di Alba.

19 Dicembre 2008

Siamo in presenza dell’ennesimo bilancio molto tecnico e poco politico: spese per investimenti ai minimi termini, avanzo di amministrazione applicato di 30.000 euro (contro il 1.800.000 euro del 2007 ed il milione di euro del 2008) per rimanere dentro il c.d. patto di stabilità. Tutto perfetto, o quasi, dal punto di vista economico-finanziario; tutto molto carente dal punto di vista amministrativo.

La premessa è quella di sempre: compito di un Comune non è quello di fare profitti, ma quello di impiegare bene i soldi (senza sprecarli) per fornire prestazioni e servizi adeguati all’esigenza della città e dei cittadini. Anzi, talvolta, avanzi di amministrazione molto significativi sono il sintomo di una scarsa programmazione nella spesa e negli interventi. Ed è quello che è accaduto in questi anni ad Alba.

Di programmazione manco a parlarne. Due esempi su tutti? Il Nuovo Piano Regolatore che dopo 5 anni di lavoro e di rinvii è ancora da approvare, ma soprattutto, sarebbe cosa buona conoscerne i contenuti; le opere di viabilità urbana ed extraurbana (strade, circonvallazioni cittadine, rete di piste ciclabili, aree pedonali, regimazione delle acque superficiali etc..) il cui ritardo è la ragione di un traffico che definire insostenibile è poco e che sta pregiudicando alle fondamenta la qualità della vita dei cittadini.

La regola assoluta applicata dall’Assessore alle finanze Carlo Castellengo è stata quella di rientrare dai mutui per risparmiare interessi e di non contrarre nuovi mutui per non aumentare l’indebitamento. Ineccepibile sotto il profilo finanziario, ma su quello amministrativo no. Rientrare anticipatamente dai mutui significa, nell’immediato, avere meno soldi da utilizzare per risolvere i problemi piccoli e grandi. E si tratta di somme ingenti: 1 milione e mezzo di euro quest’anno, quasi altrettanto per il prossimo, che vanno ad aggiungersi ai 6 milioni e mezzo degli anni precedenti. Parallelamente però l’Ufficio Tecnico non ha i soldi per fare la manutenzione ordinaria di strade, marciapiedi, illuminazione, strisce pedonali, fognature e quant’altro o per realizzarne di nuovi. Insomma si è virtuosi sotto il profilo contabile ma poi la macchina amministrativa fatica in concreto a lavorare ed a dare risposte ai cittadini.

Quest’ultimo bilancio di previsione dell’era Rossetto, di fronte ai chiari di luna della crisi economica, alle difficoltà di famiglie ed imprese che si fanno sentire anche nella ricca Alba, nulla prevede per attenuare, quanto meno a livello locale, gli effetti della crisi in atto: non ci sono soldi per questo, ma neanche idee. Ad esempio uno sforzo particolare sul tema della casa (affitti, mutui, edilizia agevolata) che tanta parte assorbe dei redditi familiari, dei giovani e degli anziani, o su quello delle bollette poteva e doveva essere previsto. Ricordo che in questi anni la tassa rifiuti è aumentata nel 2007 mediamente del 35% – per le attività commerciali addirittura del 50-60% – e che le bollette delle utenze, anche dell’acqua, sono aumentate esponenzialmente. Lo stesso dicasi per le imprese medio-piccole commerciali ed artigianali che costituiscono il tessuto diffuso della nostra economia.

Una situazione straordinaria come quella in atto necessità di risposte adeguate, mentre qui si continua ad andare avanti come se nulla fosse accaduto o stia accadendo. Del resto la redazione del bilancio necessiterebbe di un coinvolgimento delle parti sociali, delle associazioni imprenditoriali, dei quartieri, ben diverso da cosa è stato fatto.

Per contro, poi, in futuro bisognerà essere molto attenti alla qualità della spesa. In questi anni l’Amministrazione Comunale, da un lato, ha beneficiato di molte entrate straordinarie (vedi Regione, fondazioni bancarie, ingenti oneri di urbanizzazione) che hanno consentito interventi, ma ha anche disperso, per non dire a volte sprecato, il denaro in molti “rivoli”, talvolta in cose superflue. Una spesa buona è quella che guarda alle priorità, alla qualità degli interventi, in qualsiasi campo (urbanistico, sociale, culturale, sportivo).

A questi ragionamenti è strettamente collegato il Piano triennale delle opere pubbliche.

Da un lato, con soddisfazione, per il prossimo anno troviamo interventi ed opere che da tempo avevamo sollecitato con svariate interrogazioni o sulle quali avevamo manifestato il nostro assenso: alcuni interventi di illuminazione pubblica (peraltro in forte ritardo), la riqualificazione delle Piazze Cagnasso e San Francesco (manca però Piazza Garibaldi che costituisce uno dei più importanti ingressi della città), interventi manutentivi sulle scuole, tratti di marciapiedi al Mussotto ed in C.so Cortemilia, complesso della Maddalena, per citarne alcuni.

Constatiamo che purtroppo le previsioni di opere si attenuano per il 2010 e si limitano sostanzialmente alla manutenzione per il 2011, allorquando si prevede interventi per soli 3 milioni di euro. Ci sembra un po’ poco dal punto di vista di una seria programmazione.

Maurizio Marello

Il Bilancio di Previsione per l’anno 2009 viene ridimensionato, nelle cifre, ma è identico, nei contenuti, a quello dell’anno 2008.
Non si colgono segnali che l’Amministrazione abbia recepito le difficoltà che molti albesi stanno vivendo e non vi é segnale di azione volta ad intervenire per affrontarle.
- Giovani
- Casa
- Viabilità

- Situazione economica ed occupazionale
E’ un’ulteriore dimostrazione della mancanza di sensibilità sociale e politica di questa Amministrazione brava a cogliere il vento in poppa da qualunque parte spiri, ma assente quando minaccia bufera.
Viene riproposto il vanto di non aver aumentato l’imposizione tributaria ma questi soldi, che sono peraltro tanti, non sono stati destinati ad affrontare i problemi urgenti lasciando invariate le destinazioni del passato.
In periodi di difficoltà é necessario rivedere la situazione dalle fondamenta.
Si può dire addirittura che l’imposizione fiscale si riduce in quanto il Comune non incassa più l’ICI sulla prima casa (1.369.000 euro) che è stata compresa nei trasferimenti dallo Stato (un federalismo fiscale alla rovscia)
Nel totale le entrate segnano rispetto al rendiconto del 2007 ( i dati del 2008 non sono raffrontabili in quanto non comprendono l’assestamento di fine novembre) una riduzione di circa 4.000.000 di euro apri all’11,6% dovuta principalmente a minori imposte e minori oneri di urbanizzazione.
L’avanzo di amministrazione non é stato praticamente previsto non perché non si verificherà quanto, riteniamo, per non prendere impegni con il Patto di Stabilità che sta diventando una variabile impazzita.
Anche le spese correnti sono previste in riduzione. Meno euro 2.300.0000 pari all’8,6%.

Le riduzioni più consistenti si verificano su:
 Prestazioni di servizi – 833.000 euro 6,8%
 Trasferimenti – 968.000 euro 36,2%

trasferite nei settori le riduzioni principali si riscontrano su
 Spese per l’istruzione pubblica – 7,1%
 Spese per la cultura – 16,3%
 spese per viabilità e trasporti – 21,3%
 spese del Settore Sociale – 8,2%

le spese in conto Capitale ammontano complessivamente a 6.000.000 di euro ed includono molti impegni di sistemazioni viarie, illuminazione ma non è previsto alcunché volto a migliorare la viabilità ormai sistematicamente caotica.
Interessante il dato che evidenzia una riduzione di 4.800.000 euro per le opere pubbliche finanziate e non ancora realizzate. Potrebbe voler dire che investendo meno si portano a termine i lavori in corso.

E’ un bilancio “senza impegno” nel momento in cui sarebbe necessario un indirizzo forte di per dar fiducia ai cittadini.

Franco Leopoldo Foglino

Fin dall’inizio della consiliatura abbiamo rivolto particolare attenzione alle società partecipate, chiedendo di avere un quadro organico della situazione delle singole società e del significato della nostra partecipazione. I casi di bilanci in passivo di Levaldigi e di Apro e l’aumento dei costi della raccolta rifiuti legata ad un grosso investimento, tutte cose che sono ricadute sull’Amministrazione senza avere una sufficiente e preventiva informazione, ci hanno visti insistere sulla necessità di un doverso modo di stare nei consorzi e nelle società partecipate. Nel caso Apro il grido d’allarme che lanciammo a suo tempo ha consentito di evitare guai peggiori. Siamo quindi pervenuti ad una delibera unanime che ha affidato all’Assessore al Bilancio ed ai suoi uffici la raccolta sistematica delle informazioni e dei documenti e il coordinamento della materia, in raccordo con la terza commissione consiliare.
Nel prossimo Consiglio dovrebbe svolgersi la prima relazione annuale in proposito.
Nel frattempo in data 23 ottobre 2008 perveniva dalla sezione regionale di controllo dela Corte dei Conti la pronuncia sul bilancio preventivo 2008, ai sensi della legge finanziaria 2006, indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale e per conoscenza al Sindaco e all’Organo di revisione. Di tale pronuncia nessuna notizia veniva data ai capigruppo e alla terza commissione. La minoranza ne veniva informata da un revisore. LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE AI CONSIGLIERI DI UN ATTO DI TALE IMPORTANZA COSTITUISCE UN FATTO GRAVISSIMO CHE TESTIMONIA ANCORA UNA VOLTA LA MANCANZA DI TRASPARENZA E DI INFORMAZIONE CHE HA CARATTERIZZATO QUESTI ANNI DI GOVERNO ALBESE.
Tale pronuncia accerta le irregolarità e rileva che il Comune di Alba presenta partecipazioni in dieci società e consorzi, dallo 0.28% della società SITRACI al 14,83% del consorzio intercomunale per la cremazione. Sei di queste società chiudono il bilancio di esercizio 2007 con una perdita, notevole per Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi, Fingranda, Geac, Sitraci, più contenuta per Stirano, Wi-FI. Si prospetta l’uscita da Fingranda, Sitraci, Wi-Fi (e dalla Società per la gestione del Mercato di Canale per la mancanmza di interesse per la città di Alba) .
L’amministrazione, senza aver consentito una disamina approfondita ai consiglieri, intende confermare la presenza in tutte le altre società: Acquedotto Langhe, Geac, Stirano tra quelle in passivo, e poi in Società intercomunale patrimonio idrico, Società intercomunale servizi idrici, Società energetica territoriale, Tanaro Servizi Acque, un gruppo di società la cui finalità e operatività andrebbe ripensata. Inoltre in Egea, Enoteca Regionale del Roero, Ente Turismo, Apro.
E’ necessario un più attento esame per valutare i profili di economicità, efficienza e efficacia dell’azione amministrativa effettuata tramite l’azione delle società partecipate.

Antonio Degiacomi


Centro di riabilitazione Ferrero: dichiarato il fallimento. Una gran brutta vicenda.

19 Dicembre 2008

 

E’ fallito il Centro Riabilitativo Ferrero Srl (più noto in città come Istituto Ferrero). Nominato curatore il dott. Poma, che manderà avanti l’attività in vista di un’asta tra i vari possibili acquirenti, pagando i lavoratori da ora in avanti. Non fallisce (per ora) il socio unico del Centro Ferrero, la Fondazione Giovanni Ottavia Ferrero.
Si arriva oggi dove un sistema più efficace di controlli (revisori, Asl, Prefettura) doveva impedire di arrivare.
Si arriva dove, nella situazione debitoria (a quanto pare di qualche decina di milioni di euro) e nella incapacità di far fronte agli obblighi, sarebbe stato bene arrivare già qualche mese fa.
La prossima domenica una raccolta di fondi per i lavoratori da parte delle parrocchie cittadine.
Si ipotizza un prestito ai dipendenti – di un anno, senza interessi – da parte di una banca.
Il nostro Gruppo consiliare fin dall’interrogazione al Sindaco del 1° settembre e fin dalla riunione dei capigruppo aveva segnalato la gravità della situazione, che difficilmente sarebbe stato possibile affrontare senza una “procedura concorsuale” (cioè con il Tribunale sulla base della legge fallimentare).
Possiamo affermare con convinzione che se il Centro di riabilitazione Ferrero avrà un futuro, gran parte del merito sarà dei lavoratori che hanno affrontato i sacrifici di sei mesi senza stipendio garantendo la continuità del servizio.
La dichiarazione di fallimento e la nomina di un curatore consentono oggi di fare chiarezza sulla situazione debitoria e sulle responsabilità, di proseguire l’attività con un esercizio provvisorio e potranno permettere di giungere ad un’asta (speriamo in tempi brevi) tra i possibili acquirenti nella trasparenza.
1) Perché c’è voluto tanto tempo?
Già ai primi di settembre, quando avemmo modo di venire a sapere la situazione dei bilanci, sconsigliammo al Sindaco di entrare nel Consiglio di amministrazione e ritenemmo che solo una “procedura concorsuale”, con l’intervento del Tribunale, avrebbe potuto affrontare la situazione, perché non era credibile che una nuova società subentrasse caricandosi quella quantità di debiti (peraltro all’epoca ancora incerta nel suo ammontare). Il Sindaco invece dichiara ancora oggi che avrebbe preferito una soluzione di continuità aziendale. (Se è per questo, noi avremmo preferito che non si creasse il problema…)
Purtroppo in questi mesi la vecchia dirigenza (l’ex A.D. rag. Sacchetto) ha continuato a non fare un’opera di verità e si sono avviate confuse trattative, “cordate albesi”, sovrapposizione tra ruoli di chi come il Dott. Castellengo era ed è assessore alle finanze del Comune e contemporaneamente professionista consulente di una delle società che parevano interessate all’acquisizione, ipotesi di salvataggio degli amministratori, voci su interventi provvidenziali del Gruppo industriale che porta lo stesso nome , ma che nulla ha a che fare, promesse di acconti sugli stipendi non mantenute, mentre i lavoratori continuavano la loro opera con grande professionalità e senso di responsabilità.
2) Controlli e responsabilità.
Tutta questa vicenda ci porta a riflettere sul funzionamento del sistema dei controlli.
Quale è la funzione dei revisori delle società?
Quali tipi di controllo viene operato sulle Fondazioni da parte della Prefettura?
Quando l’Asl o altri enti pubblici si convenzionano con una struttura, oltre a controllare il modo di operare il servizio, non possono e non devono prendere visione dei bilanci e conoscere se i lavoratori vengono pagati?
Non possiamo infine non ricordare che tre-quattr’anni fa quando Carla Passalacqua, in una lettera a Gazzetta, evidenziò la sproporzione dei compensi dell’amministratore delegato rag. Sacchetto in una organizzazione non lucrativa e in una società con finalità sociali come la Fondazione e il Centro Ferrero seguì nell’ opinone pubblica e nel modo politico albese un eloquente silenzio.
Certo è che la vecchia dirigenza del Centro e Fondazione Ferrero, Amministratore Delegato in testa, dovrà chiarire fino in fondo l’origine, le ragioni e l’entità del debito e del dissesto finanziario davanti all’Autorità Giudiziaria, ma anche di fronte alla città. Il silenzio e le mezze verità di questi mesi sono inaccettabili. Il Centro di riabilitazione ha una funzione sociale, è un bene che appartiene al patrimonio di questa città e del territorio, al servizio dei più deboli. Allora c’è un dovere di particolare trasparenza ed impegno nei confronti dei 900 utenti e delle loro famiglie, oltre che dei lavoratori e delle cooperative, che ingiustamente subiscono questa situazione.
Parteciperemo alle iniziative solidaristiche delle parrocchie albesi e auspichiamo che Regione e banche possano venire incontro alle necessità.
Auguriamo a lavoratori, agli ospiti del centro ed alle loro famiglie un Natale che possa portare un po’ di conforto e sostegno e qualche buona notizia sulle sorti del Centro.

I Consiglieri Comunali Albesi: Maurizio Marello, Pierangelo Bonardi, Antonio Degiacomi, Roberto Giachino, Massimo Scavino, Mariangela Roggero Domini, Franco Foglino – Gruppo “Federati per Alba”


PD: Mino Taricco è il Candidato Presidente della Provincia di Cuneo

15 Dicembre 2008

Ottima affluenza alle Elezioni Primarie Provinciali di ieri, Domenica 14 dicembre 2008, che hanno visto la netta  affermazione dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Mino TARICCO.

Nonostante l’inclemenza del tempo nella Provincia hanno complessivamente votato in 3.913.

Taricco ha ottenuto il 72% dei consensi, Boselli  il 23% , Fossati  il 5%


VERSO NATALE CON UNA BUONA NOTIZIA E MOLTE PREOCCUPAZIONI

14 Dicembre 2008

Andiamo verso Natale con una buona notizia: la mobilitazione (genitori, studenti, sindacati, opposizione) ha impedito lo smantellamento della scuola elementare e del tempo pieno. Per le superiori un anno di rinvio e di confronto.

Andiamo verso Natale con molte preoccupazioni, anche in città e zone come la nostra, che l’impegno delle persone e delle imprese hanno reso tra quelle con maggiore lavoro e benessere.

La vicenda della Fondazione Giovanni e Ottavia Ferrero e del Centro di Riabilitazione ha una sua particolarità: investimenti sproporzionati, cattiva gestione, mancati controlli; inoltre la convinzione un po’ in tutti che un nome importante, l’utilità e la qualità della struttura la rendessero inaffondabile. Se ci sarà una soluzione positiva, il primo merito sarà di chi nel Centro ha continuato a prestare la propria opera per cinque mesi senza stipendio, facendo fronte alle necessità delle persone e delle famiglie. Ci sono molte lezioni da trarre: immagine e pubbliche relazioni non possono far venir meno serie analisi dei bilanci e attenti controlli.

Altri casi invece, pur molto diversi tra di loro, ci segnalano che la crisi economica si fa sentire anche qui: dalla chiusura di Albadoro, alle difficoltà della Bianco, all’ennesima ristrutturazione della Miroglio. C’è poi la fatica di molte piccole e medie imprese; ci sono molti lavoratori a termine che restano a casa; c’è la fatica di persone sole e di famiglie che hanno bassi redditi.

Bisogna far ripartire l’economia e aiutare le fasce più povere della popolazione. Le misure del Governo sono insufficienti: social card e bonus famiglia, con i loro macchinosi criteri, lasceranno senza aiuti tre quarti dei poveri; gli ammortizzatori sociali non coprono grandi fasce di lavoratori; l’accesso al credito per le piccole e medie imprese è difficoltoso.

Che cosa può fare un Comune in questa situazione?

Prima di tutto è richiesto in tutti i settori di essere molto oculati nella spesa, di curare le manutenzioni, di concentrare l’impegno su poche significative iniziative. Sprechi (eccesso di eventi poco incisivi) e inefficienze (sgombero neve) sono ancor meno tollerati in tempi come questi.

Poi bisogna lavorare più che mai nei periodi di crisi per la coesione sociale: aiuto ai più deboli, sicurezza, cultura per una civile convivenza.

Infine avere coraggio e seminare per il futuro: ridurre e differenziare i rifiuti, trovare la soluzione per la distruzione di quelli residui; ridurre lo spreco energetico, promuovere le energie da fonti rinnovabili; migliorare il sistema di trasporti pubblici; disegnare una città che punta prima di tutto a riqualificare il patrimonio edilizio esistente e a offrire spazi e servizi ai cittadini; investire nella scuola, nella formazione permanente; avere una struttura adeguata alle manifestazioni fieristiche e turistiche; liberare la città dall’eccesso di auto con il piano parcheggi; avere una adeguata viabilità di accesso all’Ospedale nuovo e alla città.

Auguri! Maurizio Marello, Pierangelo Bonardi, Antonio Degiacomi, Franco Foglino, Roberto Giachino, Mariangela Roggero Domini, Massimo Scavino


GRAZIE!

14 Dicembre 2008

Abbiamo ampiamente superato le 1800 firme. E la raccolta continua.

 E’ un dato incoraggiante.

Il cammino verso un cambiamento profondo nell’amministrazione della nostra città è iniziato. Insieme crediamo che sia possibile una rinnovata stagione di “buona amministrazione” per Alba.

Insieme possiamo credere in una stagione nuova, in un corretto e trasparente governo della cosa pubblica.

Ringrazio tutti i cittadini che hanno aderito al Comitato di sostegno alla mia candidatura a Sindaco. Andiamo avanti con fiducia e con la convinzione che insieme si può cambiare.

Maurizio Marello


ELEZIONI PRIMARIE provinciali per la scelta del Candidato Presidente della Provincia di Cuneo

12 Dicembre 2008

Si vota DOMENICA 14 DICEMBRE 2008 dalle ore 8 alle ore 21.

Il seggio albese è in Sala Beppe Fenoglio (Via Maestra -Cortile della Maddalena).
I candidati sono:
- Mino TARICCO (Assessore Regionale all’agricoltura)
- Giovanni Battista Fossati (ex SindaCo di Sambuco)
- Giancarlo Boselli (Vicesindaco di Cuneo)
Possono votare tutti i i cittadini che hanno compiuto i sedici anni.

Venerdì 12 dicembre, sempre in Sala Fenoglio si tiene un dibattito tra i candidati con inizio alle ore 21