Consiglio di Stato. Le motivazioni della sentenza sul premio di maggioranza al Sindaco Marello

10 giugno 2010

Al Consiglio di Stato sono state depositate le motivazioni della sentenza che, confermando la decisione del TAR Piemonte, riconosce la piena legittimità dell’attribuzione del premio di maggioranza al sindaco Maurizio Marello.

Il supremo organo della giustizia amministrativa ha ritenuto, rifacendosi ad una interpretazione letterale della norma in discussione (l’art. 73 comma 10 del decreto legislativo 18.8.2000 n. 267),  che la locuzione “50 per cento dei voti validi” si riferisca alla maggioranza assoluta della totalità dei voti validi, quindi non solo dei voti di lista ma anche di quelli espressi per i candidati sindaci. Ha poi argomentato, sotto un profilo di interpretazione logico-sistematica, che “solo rapportando il ’50 per cento dei voti validi’ al numero complessivo dei voti espressi nel primo turno, compresi quelli per la sola elezione del sindaco, la norma viene ricondotta a razionalità, in quanto in tal caso soltanto rimane giustificato – nel disegno del legislatore – il contrappeso della diversa composizione del Consiglio comunale quale espressione rappresentativa di una maggioranza di voti di lista divergente da quella conseguita dalle liste collegate al sindaco eletto con la maggioranza assoluta dei suffragi”. Infine, sotto un profilo teleologico, il Consiglio di Stato ha ritenuto che “l’ambito di applicazione del correttivo all’attribuzione del premio di maggioranza debba essere interpretato restrittivamente, onde preservare il valore fondamentale della governabilità degli enti territoriali, desumibile dalla regola generale del maggioritario individuata dal legislatore quale criterio ispiratore della disciplina delle elezioni comunali”.

Chi fosse interessato alla lettura integrale della sentenza, la può reperire sul sito del Consiglio di Stato – sentenze – anno 2010, numero 3022.


E anche il Consiglio di Stato ci dà ragione!

3 marzo 2010

Ieri, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dal centro-destra contro l’assegnazione del premio di maggioranza in Consiglio comunale alle liste che mi avevano sostenuto nel giugno scorso. Resta pertanto immutata la composizione del Consiglio comunale, che vede schierati con me 13 consiglieri su 20.

Sono molto soddisfatto per l’esito della vicenda giudiziaria e per la prospettiva di poter continuare a lavorare con una squadra ormai sperimentata ed efficiente. Abbiamo sempre atteso il verdetto serenamente. Come nulla sarebbe cambiato in caso di sconfitta, nulla cambierà ora nei nostri atteggiamenti. Continueremo a proporre un’ amministrazione partecipativa, coinvolgendo l’opposizione nel dialogo e nelle assunzioni di responsabilità.

Questa sentenza mette la parola “fine” alla complessa storia delle elezioni comunali del 2009. È, in sintesi, la terza sconfitta per il centro-destra. Prima è venuto il trionfo al turno di ballottaggio dove ottenni il 58% dei voti, superando il mio avversario. Poi i due giudizi successivi, il Tar prima ed il Consiglio di Stato ora, hanno fatto giustizia della pretesa dell’opposizione di poter ottenere la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale. Una triplice sconfitta che brucia e che ancor più scompagina un centro-destra già in evidente affanno per divisioni interne ed assenza di leadership.

Con rinnovato slancio e convinzione, ora continuiamo il lavoro avviato nei mesi scorsi e che già ha prodotto una serie consistente di risultati.

Maurizio Marello

Dott. Edoardo Paglieri, Avv. Lorenzo Paglieri, Sindaco Marello, Avv. Marta Giovannini, Prof. Ugo Petronio


Marta Giovannini commenta la sentenza del Consiglio di Stato

3 marzo 2010

Marta Giovannini, vice-presidente del Consiglio comunale e portavoce del circolo del Partito Democratico afferma che “questa sentenza è destinata a fare giurisprudenza”. “Essa conferma quanto fossero logiche e sensate le nostre tesi. Ringraziamo il professor Ugo Petronio, che ha saputo farle valere con lucidità e determinazione”.


“Un canto che si canta tutti in coro”

28 giugno 2009

Caro Maurizio,
vorrei regalarti un pensiero di un autore per bambini, Piumini, che ho cercato di inculcare al meglio nella testa dei miei alunni di 5° e che ho ritrovato adesso mettendo a posto:

“La grande casa è stata costruita da uomini e donne, lentamente: non è fondata su qualche potere, ma sul lavoro di tutta la gente.

Nessuno è il capo: tutti i cittadini eleggono, scegliendo, i governanti e chi governa pensa e fa le leggi per far star meglio tutti quanti.

Ognuno ha diritti e doveri perchè la libertà è un lavoro, un gioco insieme ad altri, non da soli, un canto che si canta tutti in coro”.

Mi sembra che ad Alba sia andata proprio così.
Buon lavoro, signor sindaco!
Marida


GRAZIE!

24 giugno 2009

UN GRAZIE SINCERO E COMMOSSO:
agli elettori,
ai cittadini albesi,
ai candidati,
ai volontari,
ai collaboratori,
a chi mi ha scritto o telefonato per manifestarmi la sua gioia,
a chi mi è stato vicino in questi mesi,
a chi ha creduto anche nei momenti più difficili,
a chi lavorerà insieme con me per ALBA.

Con profonda riconoscenza e gratitudine.

Maurizio Marello


Il sindaco di periferia che ha sbancato i notabili

24 giugno 2009

“Hanno perso i ricchi”, la butta lì con soddisfazione Bruno Ceretto, seduto a un tavolo della sua piola in piazza Duomo. E già questo fa uno strano effetto, ché il gran signore dei vini povero non è; e poi perché, chi più chi meno, ricchi li diresti tutti qui nella città di Alba. Dove la Ferrero l’anno scorso ha aumentato il fatturato dell’otto per cento, pullulano le case che si rifanno il trucco, crisi o non crisi le filiali di banche sono più di sessanta, una ogni cinquecento abitanti, e gli appartamenti in centro arrivano a dodicimila euro il metro quadro. Mettiamola così: Carlo Castellengo, 68 anni, candidato sindaco del centrodestra e dell’Udc, è un commercialista di grido. L’industriale Giuseppe Miroglio, una potenza da queste parti e importante cliente del suo studio, gli ha fatto da testimonial. La robusta associazione dei commercianti gli ha dato una mano. Ciò nonostante, Castellengo è stato sonoramente sconfitto. A fargli mordere la polvere è stato un signore tutt’affatto diverso, Maurizio Marello, 43 anni, cattolico del Partito democratico, avvocato, nato nel popolare quartiere Mussotto, condomini e vecchie cascine sul limitare delle colline. Ed è la prima volta da tempo immemorabile che il primo cittadino di Alba non proviene dalle quattro strade bordate di palazzi medievali o dalla ristretta cerchia di notabili che si passano il testimone ogni cinque anni.

La ricetta della vittoria, che ha fatto di Marello uno degli uomini che tengono in piedi il Pd nel Nord-Ovest, la racconta Ceretto che, quanto a lui, ha sostenuto il candidato Pdl: «Ho detto a Maurizio: non hai soldi, non hai grandi appoggi. Ma sei onesto, hai moglie e quattro figli il che non guasta, hai il tempo e la voglia di fare il sindaco. Vai di casa in casa, attaccati a tutti i campanelli e spiega questo, fai capire agli albesi che sei uno di loro». Detta così, suona fin troppo facile. E qualcuno, per esempio, sussurra che dietro il successo del centrosinistra ci sia anche lo zampino di Oscar Farinetti, ex patron di Unieuro e ora di Eataly. Ma, seduto qualche tavolo più in là con il responsabile provinciale del Pd Massimo Scavino e con Antonio Degiacomi che cinque anni fa fu strapazzato dall’uscente del centrodestra Rossetto, il sindaco di periferia, come ci tiene a farsi chiamare, sostanzialmente conferma.

Calvizie ben portata e un accenno di barba incanutita precocemente, occhi azzurro chiaro in una bella faccia pulita, camicia a righine senza cravatta, giacca blu con le maniche troppo lunghe oltre i polsi, insomma glamour zero, Marello spiega: «La nostra forza è stata ripartire dal basso, tornare fra la gente, ascoltare i loro problemi e parlare di cose concrete, di quel che serve ad Alba. Politica nazionale poca o niente, polemiche pretestuose con il centrodestra ancor meno. Abbiamo riconosciuto onestamente quel che di buono hanno fatto e ci siamo concentrati sugli errori e i ritardi, come il Piano regolatore che la città aspetta da dieci anni e che la maggioranza, fra divisioni e liti, non è riuscita ad approvare. E poi tanto lavoro. C’è chi si è alzato alle cinque del mattino per un mese pur di conquistare il posto migliore per il gazebo al mercato. È stato faticoso, certo, ma poi l’onda lunga è partita, la gente ha cominciato ad arrivare, gente che non si era mai vista, gente che aveva votato sempre dall’altra parte…».

Il risultato è stato sorprendente: Marello ha sfiorato il 58 per cento con 1900 voti in più rispetto al primo turno e nessuno, dico nessuno, degli assessori uscenti è stato rieletto in consiglio comunale. Un terremoto. In una città dove la Gancia, candidata di centrodestra e Udc alle Provinciali, è andata oltre il 51 per cento e alle Europee le stesse forze politiche hanno veleggiato verso il 54. Una città che, per tornare indietro negli anni, quando Forza Italia vi paracadutò Mariella Scirea, mai vista e conosciuta, la elesse in un trionfo di voti. Ora, trasformare il caso di Alba in un genere da esportazione, un esempio da imitare, sarebbe sciocco. Ma la vittoria del centrosinistra può aiutare a sfatare qualche mito di largo consumo nella politica italiana di questi anni e a trarre qualche indicazione utile. Primo: chi l’ha detto che gli uomini di partito non funzionano e che leader e candidati vanno cercati altrove? Dirigente delle Acli, militante popolare e poi della Margherita, Marello dimostra il contrario. «I partiti, il loro essere una scuola di buona amministrazione e uno strumento per trasmettere valori sono l’unica via d’uscita dalla crisi della politica. Sarò vecchio, ma i personalismi e i personaggi salvifici non mi hanno mai convinto», sorride.

Seconda indicazione: i candidati vanno scelti dal basso e non imposti dai vertici, nazionali o regionali che siano. Tentazione che pure c’è stata, racconta Marello, anche in questa occasione. «Ma noi ci siamo impuntati e a Torino hanno rinunciato…». E infine: serve tempo e pazienza. «Il Pd ha bisogno di rinnovare i vertici, di fare un salto generazionale, di dire basta ai vecchi padrini nel partito e di ripartire dal basso, cominciando al più presto con un congresso che legittimi di nuovo i dirigenti. Ma tutto questo non basta se si ha fretta, se si ha l’ansia di ottenere il risultato subito, se non si è capaci di darsi un respiro temporale più ampio. Insomma, noi siamo stati dieci anni all’opposizione e non è stato facile. Però oggi ci godiamo la Lega al 7 per cento. È segno che i voti che abbiamo perso in questi ultimi anni al Nord possono tornare a casa. Anche se…». Il sindaco di periferia si ferma un attimo a pensare, si passa la mano sul viso, incerto se dire o non dire. «Anche se, la sa una cosa? Io ancora non ci credo».

(Da LA STAMPA del 24 giugno 2009 – pagina 9)

LASTAMPA140609


…E SCATTA IL PREMIO DI MAGGIORANZA!

23 giugno 2009

L’Ufficio Centrale elettorale ha deciso. Ad Alba Maurizio Marello governerà con 14 seggi di maggioranza contro i 7 assegnati all’opposizione.  “E’ stato riconosciuto al centro sinistra il premio di maggioranza. Questo significa avere una buona maggioranza per governare bene, senza escludere, e lo ripeto ancora una volta, il dialogo con l’opposizione per il bene della città”  ha dichiarato il neo-Sindaco. “So cosa vuol dire fare opposizione e alla base di una buona amministrazione ci deve essere la continua collaborazione. Penso che per l’assegnazione dei seggi siano stati seguiti due criteri: quello sui voti validi ottenuti al primo turno senza contare esclusivamente i voti delle liste e il centrodestra, secondo questo calcolo, era del 46%, e quello relativo alla salvaguardia della governabilità, risultato di un ballottaggio espressione della volontà di cambiamento degli albesi. Ora dobbiamo lavorare tutti insieme per il bene di Alba”.

Quindi, siederanno in Consiglio Comunale per il Sindaco Maurizio Marello: Mariangela Roggero Domini, Antonio Degiacomi, Luigi Garassino, Massimo Scavino, Alberto Gatto, Lorenzo Paglieri e Marta Giovannini (Pd), Roberto Giachino, Pierangelo Bonardi e Claudio Tibaldi (Con Marello per Alba), Franco Foglino e Fabio Tripaldi (Alba Città per Vivere) e Olindo Cervella.
I Consiglieri di opposizione con Carlo Castellengo saranno invece: Sebastiano Cavalli, Mario Canova e Leonardo Prunotto (Pdl), Carlo Bo (Popolari Liberali per Alba), Paolo Spolaore (Lega Nord) e Roberto Zunino (Gente Nuova per Alba).


Risultati del ballottaggio del 21 e 22 giugno 2009: MARELLO E’ IL NUOVO SINDACO DI ALBA

22 giugno 2009

SEZIONI SCRUTINATE  32 SU 32

TOTALE   VOTI

%

9827

57,91%

MARELLO

7141

42,09%

CASTELLENGO

Con una maggioranza di voti schiacciante (quasi 2700 voti in più dell’avversario) e una prevalenza in 30 sezioni su 32, Maurizio Marello è stato eletto nuovo Sindaco di Alba. “Una vittoria che ha premiato non solo la mia persona, ma il lavoro di un numeroso gruppo di persone, un programma concreto che guarda al futuro della città e uno stile propositivo senza mai screditare l’avversario” ha dichiarato il neo-Sindaco dal palco di piazza Savona in una festa improvvisata che ha nuovamente riempito la piazza di sostenitori. “Voglio dedicare questa vittoria a quanti più di 60 anni fa hanno dato tutto, anche la vita, per permetterci di essere liberi e di poter votare i nostri rappresentanti” ha precisato Marello ricordando che Alba è Città Medaglia d’Oro per la Resistenza.
Anche in forza di questo grande  risultato sono fiducioso che ci sarà assegnato il premio di maggioranza che la legge ci riconosce” ha sottolineato Marello riferendosi alle decisioni che verranno prese il giorno dopo dalla Commissione Elettorale in merito proclamazione dei Consiglieri eletti, dopo l’assurda interpretazione che gli avversari avevano propagandato in campagna elettorale.  Maurizio ha anche rivelato di  aver ricevuto per telefono gli auguri dal Sindaco uscente Rossetto, ora Assessore provinciale, col quale collaborerà per la realizzazione delle grandi infrastrutture di cui Alba ha bisogno.
“Sarò il Sindaco di tutti, anche di chi non mi ha votato” ha promesso Marello, “sarò un Sindaco sempre aperto al dialogo stando in mezzo alla gente e mai su un piedistallo”.
C’è aria nuova in città. La forza delle buone idee ha vinto!

Per maggiori dettagli sui risultati clicca qui


ALBA – AFFLUENZA al BALLOTTAGGIO alle ore 22 di domenica 21 giugno: ha votato il 53%.

21 giugno 2009
Sez. Elettori Votanti % Vot.
1 1195 429 35,90
2 951 478 50,26
3 958 509 53,13
4 953 487 51,10
5 882 457 51,81
6 0 6 0,00
7 731 385 52,67
8 805 458 56,89
9 807 448 55,51
10 870 465 53,45
11 836 458 54,78
12 866 496 57,27
13 900 507 56,33
14 863 493 57,13
15 660 380 57,58
16 713 350 49,09
17 477 297 62,26
18 350 111 31,71
19 235 132 56,17
20 910 485 53,30
21 887 498 56,14
22 866 473 54,62
23 911 474 52,03
24 983 530 53,92
25 854 523 61,24
26 885 365 41,24
27 911 506 55,54
28 961 567 59,00
29 686 376 54,81
30 578 284 49,13
31 718 413 57,52
32 647 333 51,47
Tot. 24849 13173 53,01

Pensiero per il sabato di “silenzio” e riflessione pre-voto.

20 giugno 2009

“Quando si parte
dicendo che si vuole
fare una cosa,
non bisogna tornare
senza averla fatta”

fr. Charles de Jesus (Charles de Foucault)


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