Alba: i primi 100 giorni da Sindaco di Maurizio Marello

6 Ottobre 2009

In questi giorni il Sindaco di Alba, Maurizio Marello compie i suoi primi 100 giorni sulla poltrona di primo cittadino della città. L’abbiamo incontrato nel suo Ufficio in Comune. Obiettivo: fare un bilancio di questo periodo e capire gli scenari futuri.

Prima di diventare Sindaco di questa città, Lei conosceva l’ambiente istituzionale e i problemi di Alba, come Consigliere all’opposizione dal 1999. Tuttavia, qual è stata la difficoltà inaspettata da affrontare come Primo Cittadino?
La principale difficoltà inattesa è stata il Patto di Stabilità. Non mi aspettavo un patto di stabilità così sforato. Da gennaio a maggio 2009, la precedente Amministrazione ha speso oltre 700mila euro in più rispetto al dovuto. Ci ha messo in difficoltà. Avrebbe creato problemi anche al centro-destra se avesse vinto.

Come incide questo sul bilancio e sulla capacità di spesa?
Alba ha un bilancio sano. Sulla capacità di spesa per quest’anno abbiamo delle difficoltà. Per ovviare stiamo attuando parsimonia e ricerche di soluzioni.

Riuscirete a rispettare il Patto di Stabilità, quest’anno?
Grazie al provvedimento anticrisi del Governo Berlusconi abbiamo recuperato circa 800 mila euro di residui passivi del 2007. Abbiamo avuto dal ministero un bonus come ‘comune virtuoso’, il recupero per gli interventi post alluvionali del 1994. Abbiamo rallentato alcuni investimenti. Oggi possiamo dire: quest’anno il Patto lo rispettiamo.

Quali investimenti saranno accantonati al momento?
Per ora abbiamo tralasciato i lavori per il completamento di Piazza Savona, la rotatoria in Corso Europa, i marciapiedi in Viale Cherasca ed in Corso Enotria. Opere importanti che avvieremo all’inizio dell’anno.

A quali opere avete dato priorità?
All’edilizia scolastica. Sono iniziati i lavori per la costruzione di una palestra e di una mensa.

Che cosa siete riusciti a fare con questa strategia?
Abbiamo iniziato a pagare i fornitori. La regola del Patto di Stabilità è controproducente per l’economia perché da un lato rallenta i lavori pubblici, dall’altro non consente il pagamento dei fornitori, creando danno alle imprese già con problemi di liquidità legate alla crisi. Le cose stanno migliorando. Auspico un intervento legislativo per il prossimo anno perché altrimenti ci saranno delle difficoltà enormi per tutti gli enti locali.

Qual è stata la prima sorpresa positiva come Sindaco di Alba?
La grande disponibilità, grande collaborazione ed ottime risorse umane trovate qui nel Palazzo comunale. Ho percepito voglia di fare, di collaborare anche rispetto al sottoscritto. E poi, la scelta degli Assessori si è rivelata ottima. Sono professionisti competenti, lavoratori, lavorano bene anche in squadra. In questi tre mesi, ciò ha portato allo smaltimento del pregresso e all’inizio di una programmazione in partenza con l’approvazione del bilancio preventivo, primo atto importante della nuova amministrazione.

Com’è il dialogo con l’opposizione?
La buona collaborazione ed il dialogo istituzionale tra maggioranza ed opposizione è stata l’altra sorpresa di questi primi cento giorni. Nell’ultimo Consiglio c’è stato l’episodio legato all’approvazione delle linee programmatiche. Al dì là di questo, ci sono stati voti favorevoli su diverse delibere. A livello di commissione è stato fatto un buon lavoro insieme. Questo rispetto dei ruoli, mi ha fatto molto piacere.

Si aspettava l’uscita dall’aula del centro-destra al voto del programma di governo?
No. Mi aspettavo un voto contrario o un’astensione. L’uscita dall’aula mi è sembrata un po’ abnorme rispetto ai rilievi formulati. Le linee programmatiche sono di grande equilibrio. Possono essere in buona parte condivise.

Una soddisfazione incassata in questi primi 100 giorni?
La delibera sul Piano Casa approvata durante l’ultimo Consiglio. E’ stato fatto un buon lavoro, grande partecipazione ed approfondimento da parte degli uffici. I risultati si vedranno in futuro, ma l’impegno c’è stato. Altra soddisfazione: dopo i primi mesi rinchiuso in quest’ufficio, abbiamo fatto un gazebo di ascolto della gente. Ci sono molte attese, ma anche molta fiducia, disponibilità e molto apprezzamento.

Lei è stato eletto perché Sindaco della gente …
E’ quello che mi piace fare, non mi devo sforzare.

Che cosa Le ha chiesto la gente in questi primi 100 giorni?
Piccole cose, manutenzioni. Al gazebo allestito qualche giorno fa al mercato della Moretta, abbiamo raccolto istanze, foglietti, un libricino di interventi da fare sui marciapiedi, sull’illuminazione, fognature, fossi, pulizia dei giardini, asfaltature, etc. Il primo mandato dell’Avvocato Rossetto era molto improntato su questo. Poi, si è data prevalenza ad opere più visibili come Piazza Savona, ad esempio. Oggi, qualità della vita significa avere quartieri vivibili, ovvero, decoro urbano, servizi, sicurezza. Questa è stata la richiesta principale. Poi, c’è molta attesa per la redazione e l’approvazione del piano regolatore, con annessi e connessi, come strade, traffico, trasporti, etc.

Quale richiesta della gente è riuscito a soddisfare in questi primi 100 giorni?
Alcuni interventi relativi alle manutenzioni. Abbiamo iniziato da luglio un lavoro di pulizia e piccola ristrutturazione di Via Cuneo. Con grande dispendio di energie, abbiamo provato a mantenere pulita la città. Per questo conto anche sulla collaborazione dei cittadini. Abbiamo lavorato alla già avviata Fiera del Tartufo. La Notte Bianca è stata un successo. La stagione teatrale sta per iniziare. Per realizzare interventi più consistenti abbiamo bisogno di mettere risorse sui vari capitoli di spesa ed iniziare a fare quelle scelte che la gente si attende.

Qualche iniziativa già concreta per la famiglia?
Dopo tanti anni a novembre immetteremo sul mercato dieci alloggi di edilizia sovvenzionata. Non sono tanti, ma soddisferemo alcune esigenze abitative di famiglie numerose. Stiamo partecipando al Piano Casa indetto dalla Regione per l’acquisizione di alloggi come patrimonio del Comune da immettere sul mercato a canoni agevolati.

E per l’agricoltura …
Un finanziamento ottenuto ha portato alla concretizzazione de il ‘Mercato della Terra’ per la filiera corta. E’ stato approvato nell’ultimo Consiglio. Sarà in Piazza San Giovanni e coinvolgerà circa trenta produttori locali. Un segnale di valorizzazione dei nostri prodotti in un momento difficile per l’agricoltura. Settore dove i prezzi non corrispondono al valore reale del lavoro.

Un programma di governo molto ambizioso, esteso, diversi gli ambiti. Quali gli obiettivi da concretizzare entro un anno?
Mi piacerebbe riuscire ad approvare il progetto preliminare del piano regolatore, a continuare i lavori avviati al Palazzo della Maddalena. E’ stato avviato un grande lavoro dall’Assessorato alla Famiglia. Fare qualcosa per il problema casa. Anche qui nella ricca Alba, molte famiglie fanno fatica a mantenere un alloggio.

Che cosa lascerebbe per ultimo?
Non lo lascerei per ultimo. Tuttavia, negli ultimi anni, sul settore turistico si è investito molto e con molti risultati. La capacità attrattiva di Alba è cresciuta tanto. Più che avviare iniziative nuove è necessario migliorare quelle esistenti. La Fiera, Vinum, ad esempio. Offrire la possibilità ai turisti di fermarsi di più. Oggi, è il settore più autosufficiente. Richiede meno sforzi finanziari. Con questo non dico che non deve essere seguito.

Anche perché Lei ha detto nell’ultimo Consiglio che state lavorando per collegare Alba al settore turistico delle crociere …Si, stiamo pensando di estendere Alba ad altre tipologie di turismo poco presenti, come quello congressuale, quello scolastico. C’è anche l’idea di intercettare il turismo da crociera che arriva a Genova, a Savona, un’ora e venti minuti da qui. I turisti arrivati al mattino, potrebbero fare tappa ad Alba, pranzare, visitare le cantine. Sono cose che non richiedono sforzi economici da parte dell’Amministrazione.

A distanza di 100 giorni, Lei è già ben integrato nel Suo nuovo ruolo da Sindaco. Questo traspare nelle Sue varie apparizioni pubbliche ed all’interno del Consiglio comunale. Tuttavia, essere Primo cittadino ha probabilmente stravolto la Sua precedente quotidianità. Ha mai pensato: ‘Ma chi me l’ha fatto fare’?
No. Sono diventato Sindaco di Alba contro ogni previsione, provenendo dal centro-sinistra, uno schieramento che non ha mai vinto direttamente le elezioni in questa città. Provenendo da una famiglia umile della periferia di Alba. Anche all’interno del centro sinistra, la mia candidatura è passata attraverso una trafila complessa. La campagna elettorale è stata durissima. I poteri forti della città non erano sicuramente con me. Mi sono domandato come ho fatto ad arrivare. Senza presunzione. A volte nella vita accadono delle cose inaspettate. E’ molto impegnativo, faticoso. Sono padre di quattro bambini. Ho mantenuto lo studio legale, i colleghi collaborano e mi sostituiscono in parte. Tuttavia, mi sostiene la grande passione. E’ ciò che mi fa affrontare le cose con molta serenità, senza l’ansia di ciò che accadrà domani. Cercando di fare bene.

Senza l’ansia di ciò che accadrà il 14 ottobre …
La composizione del Consiglio comunale è stata oggetto di ricorso al TAR dai primi quattro esclusi Consiglieri di opposizione. La sentenza del Tribunale potrebbe confermare l’attuale Consiglio. Potrebbe ribaltare la situazione. Anche di fronte a questo, lavoro con serenità.

(intervista apparsa su www.targatocn.it il 4 ottobre 2009)


Giachino presidente del Consorzio

6 Ottobre 2009

«Massiccia partecipazione e unanimità di consensi sulla figura di Roberto Giachino, medico di famiglia, capace di capire i problemi della gente e trovare le idee giuste per affrontarli». Il commento è del sindaco di Alba Maurizio Marello e si riferisce al Neopresidente del Consorzio socio-assistenziale. L’assemblea dei Comuni di Alba, Langhe e Roero ha eletto i vertici dell’ente che si occupa della socio-assistenza per poco meno di 100 mila persone che abitano in 47 Comuni dell’area, Alba compresa. L’assise si è tenuta venerdì sotto le torri, presieduta in prima battuta da Marello, il quale ha poi lasciato il posto al neopresidente dell’assemblea dei Comuni Marco Perosino, di Priocca (sarà suo vice Piercarlo Gallo, di Piobesi). Il team di amministrazione sarà invece presieduto – confermando l’ipotesi che Gazzetta aveva suggerito la scorsa settimana – da Giachino, consigliere albese di maggioranza, il quale per il momento non lascerà la poltrona di piazza Duomo. Vicepresidente sarà Roberto Passone di Novello. Il Consiglio sarà composto inoltre da: Silvano Valsania (Montà), Cinzia Gotta (Baldissero), Carmen Baldovino (Santo Stefano Belbo), Stefano Garelli (Cortemilia), Mauro Versio (Neive), Piero Rivetti (Guarene), Domenico Albesano e Raffaella Delsanto (Alba).

(Da Gazzetta d’Alba del 22 settembre 2009)


Maggi capo di gabinetto del Sindaco

5 Ottobre 2009

Gianfranco MaggiGianfranco Maggi (nella foto), ex dirigente del Comune di Alba, fino al primo ottobre impegnato in quello di Cuneo, diventerà a breve capo di gabinetto del Sindaco, lasciando il Consiglio comunale (gli subentrerà nel consesso Roberto Trova), dove siede come capogruppo del Partito democratico. Ne parliamo con Maurizio Marello: «Ritengo che l’”esilio” cuneese degli ultimi anni potesse essere evitato nell’interesse dell’Amministrazione civica. Il dottor Maggi, come ha dimostrato a Cuneo, è un dirigente di elevato profilo, una persona rigorosa e di grande esperienza e sarà al mio fianco in un ruolo fiduciario. Il Capo di gabinetto deve saper unire nella sua azione un profilo tecnico e uno più politico. Maggi dovrà cioè operare nella dimensione cittadina con discrezione, dietro le quinte, con un impegno simile in sede locale a quello del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: consulenza al Sindaco, contatti esterni, con i gruppi consiliari e con le forze politiche. Credo che Maggi possa interpretare al meglio il compito che gli sarà affidato per la sua capacità, la sua serietà e per sua la profonda conoscenza della macchina comunale e della politica».

(da Gazzetta d’Alba del 22 settembre 2009)


Se la casa è un miraggio

14 Settembre 2009

«La crisi», ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla fine della scorsa settimana, «non è terminata ed è destinata a provocare serie conseguenze sul mercato del lavoro nei prossimi mesi». Anche se il Fondo monetario internazionale vede la ripresa più vicina, Napolitano – all’indomani dell’incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel quale il Colle ha ripetuto l’invito a «moderare i toni» del dibattito politico – ha fatto giungere l’appello perché anche a livello europeo ci si attrezzi per affrontare un autunno che potrebbe essere molto caldo. Chi perde il lavoro rischia di entrare in una spirale di difficoltà che coinvolge la casa, i figli, la famiglia.

Deriva da arginare. Sene è consapevoli anche ad Alba, come si può constatare nei servizi di queste pagine. E se sul fronte dell’assistenza l’Assessore alla famiglia parla esplicitamente di una rete pensata per aiutare chi rischia la deriva, su quello della casa è mobilitato il sindaco Maurizio Marello. «L’Agenzia territoriale per la casa di Cuneo ha avviato con la passata Amministrazione e la Regione l’iter per un finanziamento da un milione e 700 mila euro per l’acquisto di 11 alloggi popolari. Gli atti si stanno perfezionando oggi e pensiamo di assegnare le abitazioni in autunno. Poiché si tratterà di case di una certa superficie, saranno destinate a famiglie numerose, per le quali si segnala una maggiore situazione di difficoltà. Stiamo inoltre cercando di entrare nella seconda tranche di finanziamento per l’abitazione previsto dal piano regionale 10 mila alloggi. Purtroppo, la difficoltà albese è la mancanza di terreni per l’edilizia agevolata e sovvenzionata, e l’unica soluzione per il Comune è, in questo momento, l’acquisto».

L’Agenzia per la casa. Ancora Marello: «Come abbiamo sostenuto in campagna elettorale, ci stiamo organizzando per avviare un’Agenzia per la casa, sul modello di Torino e Fossano, un ente intermediario tra proprietari e inquilini, in grado di farsi garante del pagamento degli affitti, invogliando alla locazione. Viviamo il paradosso di 2.500 alloggi sfitti e di troppe famiglie in cerca di abitazione, con centinaia di nuclei ancora in lista per le case popolari».

Piano regolatore. Il Sindaco: «Anche sotto questo punto di vista è urgente licenziare il nuovo Piano regolatore, che la Giunta sta esaminando in queste settimane (nuovo incontro con il team Benevolo domani, mercoledì). La schizofrenia di questi anni ha portato a costruire molto senza programmazione, con il risultato di avere alloggi vuoti e persone senza un tetto».

I progetti. «Abbiamo una certa disponibilità di minalloggi per anziani, ma le esigenze aumenteranno, per cui si lavora ad ampliare l’offerta. A Mussotto sono in previsione altre sei unità, mentre occorre incrementare il numero di abitazioni per donne sole con bambini (un progetto si sta realizzando in corso Canale). A fine mese inoltre dovrebbe prendere forma un importante intervento finanziato dalla fondazione Cassa di risparmio di Cuneo: in Piemonte saranno disponibili 60 milioni di euro, di cui 10 destinati al cuneese».

(da Gazzetta d’Alba dell’8 settembre 2009)


Gaja: “Lasciate governare Marello”

2 Luglio 2009

«Premetto che non voto ad Alba, perché risiedo a Barbaresco. Nelle ultime elezioni le mie simpatie andavano a Carlo Castellengo, che stimo come uomo e come professionista. Le elezioni, però, sono state vinte da Maurizio Marello, al quale va dato il benvenuto». E’ iniziato così il commento di Angelo Gaja sui recenti risultati elettorali, lunedì sera, all’assemblea dell’Associazione commercianti albesi. Un discorso destinato a lasciare il segno, perché esprime con autorevolezza un sentimento sempre più diffuso. «Sarebbe un bel segnale di distensione se il centrodestra rinunciasse al ricorso e offrisse a Marello la possibilità di governare» ha detto Gaja, che ha anche citato John McCain: «Subito dopo le elezioni presidenziali americane, disse: “Obama ha vinto e io ho perso, da oggi Obama sarà il mio presidente’’. Chissà se dagli Usa possiamo prendere qualche buona ispirazione».

(Da LA STAMPA del 1/7/2009 – di Roberto Fiori) 


E ora Marello va in Consiglio

1 Luglio 2009

PIAZZA DUOMO – Dopo il voto. La macchina amministrativa non si ferma. Ci sono numerosi problemi sul tappeto e il neosindaco Maurizio Marello, insediatosi il 23 giugno, ha già nominato la Giunta e si accinge a presentarsi al Consiglio entro il 13 luglio.

L’Ufficio centrale elettorale è un organo composto dal Presidente del Tribunale o da altro magistrato da questi delegato, con funzioni di presidente, e dai componenti l’Ufficio elettorale della prima sezione. Ad Alba è stato presieduto dal magistrato Francesca Di Naro.

Funzioni. L’Ufficio centrale elettorale compila, il giorno successivo alle elezioni, un verbale di proclamazione degli eletti. L’Ufficio centrale ha dunque raccolto i dati di tutte e 32 le sezioni albesi, senza poterne modificare il risultato, e ha proclamato eletti il Sindaco e i consiglieri.

I posti. Come si assegnano i posti in Consiglio? L’articolo 73, comma 10, del Testo unico degli enti locali non è chiaro. Al Sindaco vincente al ballottaggio, infatti, «viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempre che nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50 per cento dei voti validi». E qui si apre la guerra delle carte bollate. Durante il primo turno, infatti, le liste del centro-destra hanno ottenuto il 51,6 per cento dei voti di lista. Carlo Castellengo ha ottenuto solo il 46 per cento dei consensi. Che cosa succede in questo caso? Il premio di maggioranza viene attribuito oppure no? Nelle scorse settimane, si sono avvicendati fior di pareri legali discordanti.

Maurizio Marello. L’Ufficio centrale elettorale, dopo l’esito del ballottaggio, ha scelto di attribuire il premio di maggioranza al centro-sinistra. Esso poggia su due pilastri: l’interpretazione della legge secondo il principio di governabilità e l’espressione “voti validi”, utilizzata nel Testo unico. I voti validi, secondo questa lettura, sono tutti i voti espressi, escluse le schede bianche e nulle: in totale, 19.478. Le liste di Carlo Castellengo, dunque, al primo turno, avrebbero raggiunto il 46,8 per cento dei consensi, con 9.134 preferenze.

Il ricorso del centro-destra. Il Pdl è ricorso al Tar, impugnando il verbale di proclamazione degli eletti. Secondo un comunicato stampa congiunto, la decisione dell’Ufficio elettorale centrale contrasta: «1. con le basi più elementari del diritto in materia elettorale; 2. con il parere del Ministero degli interni in data 22 giugno 2009; 3. con l’orientamento unanime della giurisprudenza amministrativa del Tar e del Consiglio di Stato in materia; 4. soprattutto con la volontà della maggioranza del 52% dei cittadini albesi».

Che cosa succederà. Il giudizio si dovrebbe svolgere in tempi rapidi. Esso potrebbe ribaltare la decisione dell’Ufficio elettorale centrale oppure confermarla. In questo caso, Marello non avrà problemi. Se l’esito sarà ribaltato, il centrosinistra potrebbe cercare l’accordo con il centro-destra e allargare la maggioranza. Nel caso in cui ciò non avvenisse, il Sindaco potrebbe avere vita difficile. Entro il 13 luglio, comunque, il neosindaco Maurizio Marello convocherà il primo Consiglio comunale per la convalida (provvisoria) degli eletti, il giuramento e la fiducia sulle linee programmatiche. In questo momento la maggioranza non ha problemi.

CHI ENTRA E CHI ESCE

Con la chiamata in Giunta di Mariangela Roggero Domini, Antonio Degiacomi e Franco Foglino e le loro dimissioni dal Consiglio comunale, entreranno a far parte del “parlamento” albese sin dalla prima seduta Giovanni Battista Panero e Gianfranco Maggi per il Pd e Adolfo Ricca per la lista Alba città per vivere. Gli altri due assessori, Giovanni Bosticco e Paolo Minuto, entrambi candidati con la lista Alba città per vivere non rientravano invece tra gli eletti nell’assise di piazza Duomo. La prima riunione del Consiglio sarà presieduta, almeno nelle fasi iniziali, dal consigliere anziano, ruolo che spetta al sessantottenne Carlo Castellengo: poi si deciderà a chi affidare il ruolo. Assieme al candidato sindaco di centro-destra sono sei i consiglieri confermati dal passato mandato: Sebastiano Cavalli e Leonardo Prunotto (Pdl), Paolo Spolaore (Lega), Roberto Giachino e Pierangelo Bonardi (Alba attiva e solidale) e Massimo Scavino (Pd). Tredici i volti nuovi: Luigi Garassino, Alberto Gatto, Marta Giovannini, Gianfranco Maggi, Lorenzo Paglieri e Giovanni Battista Panero per il Pd; Adolfo Ricca e Fabio Tripaldi per Alba città per vivere; Claudio Tibaldi di Alba attiva e solidale; il candidato sindaco Olindo Cervella; Carlo Bo (Popolari liberali); Mario Canova (Pdl) e Roberto Zunino (Gente nuova). L’età media del Consiglio 2009 è di 46 anni e mezzo, grazie anche agli appena diciannove anni di Alberto Gatto; mentre per la Giunta si sale a 54.

(da Gazzetta d’Alba del 30 giugno 2009)


INCONTRANDOCI: intervista de “Il Nuovo Braidese” a Maurizio Marello

27 Febbraio 2009

Sono le nove del mattino e sto per incontrare uno dei candidati a sindaco della città di Alba: Maurizio Marello, professionista albese di 42 anni, con una bellissima famiglia e addirittura quattro figli.
Avvocato Marello sono qui per conto de “Il braidese” che, da mesi , dedica una riflessione storica e politica sulla Prima Repubblica, attraverso la voce dei tanti che, da varie parti politiche, ne sono stati protagonisti.
Vorremmo conoscere anche il Suo punto di vista poiché sappiamo che Lei – seppur ancora giovane – ha iniziato a far politica in quel periodo.
Ci vuole raccontare questa prima parte della Sua storia politica?
Per la verità ho iniziato a fare politica già nella “seconda Repubblica” e più precisamente nel 1999 quando sono stato eletto per la prima volta nel Consiglio Comunale Albese. Prima ero esclusivamente impegnato nel sociale: nell’associazionismo cattolico, in particolare nelle ACLI.
Non ho mai condiviso fino in fondo la divisione tra prima e seconda repubblica prendendo come discrimine il ’92-’93, ovvero gli anni di tangentopoli. Personalmente credo che l’Italia abbia conosciuto, dal punto di vista politico, due altri distinti periodi: il primo che va dal 1946 agli anni settanta, che definirei la stagione dei valori, degli ideali ed anche delle ideologie. La politica aveva le sue magagne ma la classe dirigente era di un certo livello e si era formata alle scuole dei grandi partiti di massa. Poi c’è una seconda stagione iniziata negli anni ’80 e che non si è ancora conclusa: quella della caduta delle ideologie (ma poco alla volta anche degli ideali), quella della partitocrazia e della fine dei partiti intese come organizzazioni democratiche fondate su valori comuni e come luogo di formazione della classe dirigente, quella della personalizzazione della politica e dell’affermarsi dello strapotere dei mezzi di comunicazione.

Da ragazzo come vedeva la politica e cosa cercava nella politica?
Vedevo uno strumento indispensabile per la crescita umana e sociale di ciascuno. Cercavo il luogo in cui perseguire il bene comune, la dignità della persona umana e l’eguaglianza sociale.
Come è approdato dalle fila della Democrazia Cristiana al Partito Democratico?
Non ho mai militato nella Democrazia Cristiana. Ho iniziato a seguire la politica negli anni del liceo (i primi anni ottanta). La mia collocazione ideale era da quelle parti, la DC non era più quella di Moro e manifestava già ampiamente la crisi dei valori che sarebbe esplosa di li a pochi anni. La mia prima militanza è stata nel Partito Popolare e poi nella Margherita dove il PPI era confluito. La mia provenienza è quindi quella del cattolicesimo sociale e democratico.

Lei quindi rivendica di non essere un estremista di sinistra, come qualcuno ha cercato di dipingerla, ma uomo di centro, misurato, pacato e riflessivo seppur, al momento giusto, risoluto?
Credo sia un po’ difficile dipingermi come un estremista. Una cosa però la voglio precisare. Per me la “moderazione” è uno stile, un metodo, quello appunto dell’ascolto, del dialogo e dei toni decisi ma mai urlati. Non è “moderatismo” inteso come “debolezza di idee” e poca radicalità di valori.

Il partito democratico lo vorrebbe come una grande alleanza fra forze popolari moderate? O cos’altro ?
La domanda cade in un momento molto delicato per il PD anche sotto il profilo dell’identità. Io l’ho sempre immaginato come una nuova grande forza riformista che ha le sue radici nei valori condivisi della nostra Costituzione e che è capace di rappresentare le “nuove masse” del nostro tempo, che sono ben diverse da quelle di una volta e molto più variegate. Sicuramente in questo senso penso ad un partito popolare, fortemente radicato tra la gente e nei territori.

Come vede oggi il Paese e l’attuale crisi economica?
Un sano realismo mi fa dire che siamo solo all’inizio. Questa è, a parer mio, la crisi strutturale di un sistema economico. Una cosa simile a ciò che è accaduto nel ’89 ai modelli socialisti dell’est. Ci vorrà del tempo ed i governi dovranno destinare risorse per tutelare le categorie più deboli ed esposte (pensiamo ai posti di lavoro che si perderanno), ma anche per iniziare un “nuovo corso” verso un modello socio-economico nuovo e più giusto (come ci ricorda spesso il Presidente della Repubblica)

Nei giorni scorsi la Corte dei Conti all’inaugurazione dell’anno giudiziario ha, ancora una volta sottolineato che il grande problema di questo Paese, che impedisce o rende ancora più difficile la ripresa economica, è la corruzione nella politica. Da dove partire per tentare di sconfiggerla o almeno arginarla?
Dalle persone. Servono le regole, i controlli, ma da soli non bastano. A tutti i livelli va costruita una nuova classe dirigente e non solo in politica (penso anche alle imprese e più in generale all’economia). Per fare questo occorre fare appello alla buona volontà ed alla partecipazione attiva alla vità politica della donne e degli uomini onesti e competenti, dei “liberi e forti” per dirla con Don Sturzo.

“Libera Chiesa in libero Stato!” cento cinquant’anni fa Camillo Benso Conte di Cavour lo ripeteva sul letto di morte. Dopo la tristissima vicenda di Eluana reputa necessario ricordare a tutti questo principio?
La Chiesa ha diritto di dire la Sua nell’esercizio del Magistero, senza pretendere di imporre alla collettività tutta i propri valori.  Le persone, specialmente quelle che più soffrono, hanno diritto al rispetto. Lo Stato ha il dovere di affrontare la delicata questione del confine tra vita e morte (e del testamento biologico) con una legislazione ispirata al valore della vita (che è un valore prima di tutto laico) ed al rispetto della dignità umana.

Le lascio un po’ di spazio per spiegarci perché, fra quattro mesi circa, i cittadini dovrebbero sceglierLa come nuovo Sindaco di Alba.
Credo che dopo dieci anni di governo del centro-destra con Rossetto finisce un ciclo e se ne può aprire un altro all’insegna del cambiamento, dell’alternanza e del rinnovo generazionale.
Alla professione di avvocato ho accompagnato da sempre l’impegno sociale e da dieci anni quello politico come Consigliere Comunale, lavorando per dare delle risposte concrete ai problemi della gente.
La “gavetta” di questi anni mi ha consentito di maturare un bagaglio di conoscenze della città e di competenze che, con la mia candidatura, provo a mettere al servizio dei cittàdini in una veste nuova.
La città ha molte questioni irrisolte da affrontare, prima fra tutte quella del Nuovo Piano Regolatore, della viabilità, dei trasporti. Ci sono molte questioni sul tavolo: dai temi sociali e quelli ambientali, dalle politiche familiari a quelle culturali e giovanili; dal turismo all’economia ed alla capacità di “fare territorio” con Langa, Roero e con la città di Bra (con cui condivide la scommessa del nuovo ospedale) ed il braidese.
Alba ha bisogno di ritornare alla “buona amministrazione” e di affrontare con trasparenza e fiducia le sfide del futuro.

M.A.

Pubblicato sul “Il Nuovo Braidese” di questa settimana.


Il Vescovo: “A quando la stella gialla?”

10 Febbraio 2009

Pubblico integralmente le interessanti e “provocatorie”  riflessioni del nostro Vescovo, Mons. Sebastiano Dho- apparse oggi su Gazzetta d’Alba –  in merito ai recenti provvedimenti governativi  del c.d. “pacchetto sicurezza”.
 

La domanda non pare affatto retorica ma terribilmente attuale, pienamente giustificata da una serie progressiva e impressionante di interventi, non semplicemente opinioni – sia pure preoccupanti – ma norme legislative in vigore o in procinto di divenirlo prossimamente, se non modificate a motivo del giusto sdegno provocato.

Ci riferiamo, per limitarci ai casi più eclatanti, ad alcuni provvedimenti pervicacemente voluti e approvati dalla maggioranza di governo e presentati come parte necessaria del «pacchetto sicurezza».

Prima le impronte ai bambini rom, ostinatamente volute con chiara sottesa mentalità discriminatoria a livello di innocenti, contro ogni elementare senso di umanità, poi la tassa – spropositata a dir poco – per il rinnovo del permesso di soggiorno, quasi questo fosse un lusso o grazia ad arbitrio del satrapo di turno, poi ancora l’autorizzazione generale delle “ronde” (già sperimentate in terra padana) che non possono non evocare, per chi conosce la storia, altre squadre del genere, sia pure con camicia di colore diverso.

Infine la più grave, la recentissima modifica – in peggio addirittura, il che è tutto detto! – della legge Bossi-Fini, comportante la possibilità, in pratica l’invito, ai medici del pronto soccorso a denunciare – vera delazione di Stato – i clandestini che ricorrono alle loro cure. A questo proposito mesi fa alcuni Comuni, sempre della Padania, avevano preceduto in questa impostazione aberrante, fornendo ai loro cittadini un numero verde con un caldo invito alla delazione, denunciando gli immigrati veri o presunti irregolari, alla faccia di ogni etica, non diciamo cristiana ma anche umana. A questo punto viene quasi naturalmente da chiedersi: che ci manca ancora? Quale la prossima mossa? La stella gialla con relativi campi?

Fortunatamente questa volta qualcuno si è mosso o si sta muovendo in maniera meno debole del solito e si fa sentire anche a voce alta. Primo tra tutti l’ambiente medico – non solo quello dei cattolici – che ha dichiarato in larghissima maggioranza la più radicale contrarietà a tradire la propria dignità professionale, che da Ippocrate in poi (che era un pagano ma un uomo innanzitutto) esige di curare il malato chiunque egli sia, pronti a esercitare se necessario l’obiezione di coscienza, riconosciuta o meno.

Anche il mondo ecclesiale (finalmente!) a diversi livelli sembra reagire, anche se ancora a voce piuttosto bassa. Così il quotidiano cattolico Avvenire (6 febbraio, pagina 11) sintetizza i giudizi e gli atteggiamenti espressi da molte parti, in casa nostra e non solo: «Un vulnus a un diritto fondamentale. Un boomerang per la salute di tutti, italiani compresi. Un incentivo per gli ambulatori etnici clandestini. Una norma inutile, dannosa, persecutoria, razzista». Non è il caso di aggiungere altro se non due piccole considerazioni.

Giustamente proprio in questi giorni la Chiesa intesa nel senso più completo e vero del termine, pastori e fedeli laici, si è mobilitata come non mai (forse dall’ormai lontana campagna contro l’aborto non si verificava un impegno così forte e generale) per la difesa della vita umana, vedi il caso Eluana e il rischio reale dell’introduzione surrettizia dell’eutanasia. Ora è bene ricordare che i grandi valori – la dignità della persona, la vita, la salute, la famiglia per citare solo i maggiori, a ragione detti «non negoziabili» – sono tali a patto di essere indivisibili, per cui una vera difesa va sempre fatta per tutti insieme e per tutte le persone senza distinzione. In caso contrario, oltre alla ingiustizia di fondo, ne va di mezzo pure la nostra credibilità nella loro difesa.

Strettamente collegata alla prima considerazione ritorna il solito, inquietante, interrogativo già espresso altre volte e che continua a rimanere senza una risposta accettabile: come è possibile che molti cristiani – almeno quelli che si dicono tali e ci tengono pure a esibire questa qualità – sostengano in maniera determinante forze politiche che a chiare lettere non solo professano, ma si gloriano di propugnare e attuare come programma di governo teorie razziste e xenofobe, chiaramente in contrasto con i princìpi evangelici? Come mai questa tematica, salvo rare eccezioni, esula quasi del tutto dalle nostre catechesi e incontri pastorali e chi si azzarda timidamente ad accennarla, chiunque egli sia, anche pastore, è tacciato di «fare politica»? Dio non voglia che anche noi non ci carichiamo di gravi responsabilità che ci saranno rinfacciate, ma allora sarà tardi, come sta avvenendo per eventi ormai passati. La storia, impietosa, difficilmente perdona.

+Sebastiano Dho,
vescovo di Alba

Da Gazzetta d’Alba del 10.02.09


CONVEGNO VIABILITA’ – Strade, Alba chiede 200 milioni

27 Settembre 2008

ALBA – C’è un libro dei sogni da oltre 200 milioni di euro che per Alba rischia di diventare un incubo. E’ quello della viabilità, con molte pagine incerte o mai scritte, rimandate o vanamente promesse. Se ne è parlato ieri nel palazzo municipale, grazie a un convegno promosso dal Pd con il coordinamento del consigliere regionale Mariano Rabino che ha avuto innanzitutto un merito: offrire una fotografia puntuale della situazione, con uno sguardo alle scelte del passato e alle ipotesi per il futuro. I capitoli principali di questo libro, ha spiegato ieri il consigliere comunale Maurizio Marello in un discorso che ha indirettamente lanciato la sua candidatura a sindaco di Alba, sono quattro: le tangenziali cittadine Est e Ovest, l’accesso al nuovo ospedale di Verduno, l’autostrada Asti-Cuneo. La tangenziale Est – tutti la chiamano così, ma il termine è improprio perché sarà una strada che scorre in mezzo alle case lungo il torrente Cherasca – è quella più a portata di mano, con il terzo ponte sul Tanaro per prolungare il collegamento fino alla Statale 231: «I primi lavori sono ormai pronti a partire» ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Pelisseri, anche se ci sono ancora incertezze sui famosi fondi Crosetto della Finanziaria 2006 per quest’opera da 20-30 milioni di euro.

La tangenziale Ovest – quella che grazie a un tunnel dovrebbe collegare corso Cortemilia con la zona di San Cassiano e Cantina Roddi, creando una reale alternativa all’attraversamento della città – sembra destinata a rimanere assopita per ancora un po’: il costo è di 150 milioni di euro e nessuno sembra in grado di garantire un simile finanziamento anche se a detta di tutti è la vera sfida da affrontare. «Per i lotti albesi dell’autostrada Asti-Cuneo – ha detto il presidente della Provincia Costa – speriamo di avere notizie positive a fine settembre, nella riunione con l’Anas e la società concessionaria. Un problema da affrontare oggi è quello del pedaggio tra Alba e Asti, troppo oneroso per auto e camion». Infine, c’è la questione della viabilità d’accesso al nuovo ospedale di Verduno, che a dire il vero era l’unico punto all’ordine del giorno prima di essere fagocitato dai tanti problemi di traffico che stringono Alba in una tenaglia. «L’effetto Malpensa non ci sarà» ha detto l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Daniele Borioli. «Abbiamo messo a disposizione 3,5 milioni di euro per la bretella che collegherà l’ospedale alla strada provinciale 7 ed è già stata trasmessa agli enti una prima bozza dell’accordo di programma per individuare le modalità operative di progettazione e realizzazione dell’intervento». Restano invece molte incertezze sull’adeguamento della SP7, per la quale la Provincia prevede una spesa di oltre 20 milioni di euro.

(da LA STAMPA 21/9/2008)


Una strada per il Nuovo Ospedale

25 Settembre 2008

L’assessore Borioli. La Regione garantirà l’accesso alla struttura di Verduno con 3.500.000 euro, fondi a disposizione per una bretella di collegamento tra l’ospedale e la provinciale 7, attraverso cui si raggiunge l’Asti-Cuneo.
Marello. Alba è cresciuta dal punto di vista economico, ma è rimasta isolata dal resto della provincia di Cuneo in tema di strade, ferrovie e trasporti pubblici. Le uniche opere di grande viabilità risalgono agli anni Settanta e Ottanta.

Rischio Malpensa? È stato il paragone utilizzato per esprimere le preoccupazioni riguardanti le strade di accesso per l’ospedale di Verduno. Molte paure sono state smentite: la Regione garantirà l’operatività della struttura ospedaliera attraverso un finanziamento di 3.500.000 euro. Ci saranno fondi per una bretella di collegamento tra l’ospedale e la provinciale 7, attraverso la quale si raggiunge l’Asti-Cuneo. I particolari sono stati illustrati durante il convegno di sabato 20 settembre, tenutosi in municipio e organizzato dal Gruppo regionale del Partito democratico.


Il cantiere del nuovo ospedale (Foto di Mauro Soave)
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«Per permettere la copertura finanziaria», ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti Daniele Borioli, «abbiamo stipulato un accordo di programma tra Regione, Provincia, Asl Cn2 e Comune di Verduno, finalizzato all’intervento. Il 17 settembre è stata trasmessa una prima bozza dell’intesa, da approvare nella prossima Conferenza dei servizi».Lo studio di fattibilità predisposto dalla Provincia per la realizzazione della strada di accesso al nuovo ospedale prevede interventi di sistemazione della viabilità di adduzione per 24,1 milioni di euro, di cui solo 4 sono disponibili.

Ha proseguito Borioli: «È inoltre necessario un intervento sullo svincolo Ovest della circonvallazione di Alba, ancora in progettazione, per il quale servono 100 milioni di euro, e un altro sullo svincolo Est, da 30 milioni (ne sarebbero disponibili 12)».

Si tratta di un tentativo di rendere meno problematico il raggiungimento dell’ospedale da tutta la rete stradale.


Il tavolo dei relatori del convegno tenutosi sabato in municipio;
da sinistra, nella foto di Severino Marcato: Giovanni Negro, Daniele Borioli,
Mariano Rabino, Maurizio Marello e Franco Foglino.

Langa da collegare

La rete stradale

«La viabilità di adduzione al nuovo ospedale si presenta insomma come un tema fondamentale e di interesse, che non può essere sottovalutato e dev’essere gestito al meglio»: sono state le parole con cui Mariano Rabino, ha salutato lo sforzo della Regione. Il consigliere regionale albese ha sottolineato l’impegno per garantire la presenza al convegno dell’assessore regionale alla sanità Eleonora Artesio e del direttore generale dell’Asl Cn2 Giovanni Monchiero, che hanno tenuto a battesimo l’avvio dell’accordo di programma.

«Verduno non sarà come Malpensa», ha sentenziato infine l’assessore Daniele Borioli, dipanando dubbi e preoccupazioni dei presenti.

(da Gazzetta d’Alba del 23 settembre 2008)