BUONA PASQUA di RESURREZIONE e di SPERANZA

4 aprile 2012

“Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca”. (Quarto canto del Servo del Signore).

Dopo la trilogia del  Servo di Isaia proposta nei primi tre giorni della settimana santa, il venerdì santo la liturgia propone il quarto canto, quello più pasquale, il più toccante, un pezzo pregiato di letteratura.

Lo lascio a  me stesso ed a ciascuno di Voi (credenti e non) come oggetto di meditazione per il triduo pasquale (giovedì, venerdì e sabato), memoria della passione, morte e resurrezione del Signore .

Lo lascio a me stesso ed a ciascuno di Voi come sincero augurio di una BUONA PASQUA di RESURREZIONE  e di SPERANZA, soprattutto per chi è nella sofferenza, nella difficoltà e nella disperazione.

Un forte abbraccio a tutti.

maurizio marello

Giovedì, Venerdì e Sabato Santo.

Dal libro del profeta Isaìa

Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
- tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo -,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?

È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.

Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.

Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.


Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi (terzo canto del servo del signore).

3 aprile 2012

Mercoledì Santo

Dal libro del profeta Isaia

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?


Io ti renderò luce delle nazioni, perchè porti la mia salvezza fino all’estremità della terra.(Secondo canto del Servo del Signore).

3 aprile 2012

Martedì  Santo.

Dal libro del profeta Isaia(49,1-6)

Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua farètra.

Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».

Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza -,
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».


Non griderà; né farà udire in piazza la sua voce (primo canto del servo del Signore).

2 aprile 2012

Nei primi tre giorni della settimana santa la liturgia offre la possibilità di meditare sulla figura del “Servo del Signore” descritta dal Profeta Isaia, nel quale già  i primi cristiani hanno intravisto la figura di Gesù. Questo inviato dal Signore sarà mansueto, umile e amico dei poveri. Ma sarà anche forte e costante; non si scoraggerà per le contraddizioni e farà trionfare la giustizia.

Nel proporre questa trilogia, Isaia si pone come Profeta ma anche come straordinario Poeta dell’umanità. Per questo motivo, mi permetto in questi giorni di proporre sul mio blog questa Parola che si rivolge ad ogni uomo, credente e non,  perchè è Parola di speranza.  Aiuti ciascuno di noi a vivere questa settimana in fiduciosa attesa del “nuovo”.

maurizio marello.

Lunedì Santo.

Dal libro del profeta Isaia (42,1-7)

«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto in cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento».

Così dice il Signore Dio,
che crea i cieli e li dispiega,
distende la terra con ciò che vi nasce,
dà il respiro alla gente che la abita
e l’alito a quanti camminano su di essa:
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».


Ritroviamo in noi la fiducia. Buon anno a tutti!

24 dicembre 2011

Carissimi,

quest’anno il Natale giunge in un momento di particolare  difficoltà, per tutti i cittadini ma anche per i Comuni.
Stiamo vivendo momenti di incertezza, soprattutto sul futuro delle persone, in particolare dei giovani, delle famiglie, e più in generale del nostro Paese. Per troppo tempo la politica non ha affrontato i problemi che, anzi, spesso sono stati “scaricati” proprio sugli enti locali ed oggi i nodi, come si suol dire, stanno venendo al pettine.

Abbiamo, tuttavia, speranza che il nuovo governo ci aiuti nel cammino. Abbiamo la ferma intenzione di non diminuire la quantità e la qualità dei servizi che offriamo ai cittadini. Abbiamo però anche la consapevolezza che dovremo affrontare, tutti, sacrifici importanti.

Ma dell’anno che finisce voglio soprattutto ricordare i momenti belli, quelli che hanno dato soddisfazioni. Ricordo la città invasa da giovani un po’ di tutta Europa venuti a celebrare le “Olimpiadi delle città gemelle”. Ricordo il numero mai visto di visitatori per la Fiera del tartufo.
Ricordo l’apertura del primo tratto di nuova strada dopo oltre quindici anni, il collegamento tra piazza Savona e viale Cherasca. Ricordo l’avvio di numerosi altri cantieri, tra cui l’ampliamento del Cimitero urbano, atteso da anni.

Ora il Natale ci richiama ai valori più profondi della vita, in particolare all’importanza del sapersi donare e del saper accogliere. Ci richiama anche all’essenzialità, a ciò che davvero conta: la salute, gli affetti, l’amicizia.

Restiamo particolarmente vicini alle persone malate e sofferenti e a coloro che, per tanti motivi, hanno perduto la speranza. Così, impegnandoci tutti quanti insieme,  faremo in modo che il 2012 sia migliore dell’anno che stiamo per lasciare.

Buone Feste a tutti!

Maurizio Marello


Albero e presepe del Palazzo Comunale

16 dicembre 2011

Il laboratorio di “piccole arti” dei centri anziani ha confezionato le palline dell’albero di Natale ed il presepe esposti nel palazzo comunale di Alba.

Nella foto, l’Assessore ai Servizi Sociali Mariangela Roggero Domini, il Sindaco Marello e tre volontarie che hanno coordinato le attività del laboratorio di bricolage.


Tanti auguri Famiglia Cristiana

16 novembre 2011

 

Ripercorriamo “80 anni insieme” con il Sindaco Marello e il direttore Don Sciortino

 

 

Famiglia Cristiana compie ottant’anni e festeggia, sabato 19 novembre, alle 18, a Palazzo Mostre e Congressi di Alba, ripercorrendo il suo lungo cammino attraverso il dialogo tra il Sindaco di Alba Maurizio Marello ed il direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino. Introdurrà la serata il direttore di Gazzetta d’Alba don Antonio Rizzolo.

Nel corso dell’incontro verrà presentato il volume fotografico di Severino Marcato “Un cammino di luce”.

“L’avventura di Famiglia Cristiana è iniziata ad Alba, nella notte di Natale del 1931 – dice Don Antonio Rizzolo – 80 anni fa. Dodici pagine in bianco e nero, Gesù bambino in copertina. Ed è giusto che anche qui ad Alba si celebri questo importante anniversar io. Di strada la rivista ne ha fatta molta, rimanendo però sempre a servizio della famiglia. Oggi questa caratteristica è ancora più evidente: con il suo stile dialogico, le prese di posizione chiare, l’esplicito riferimento cristiano, al Vangelo, Famiglia Cristiana intende essere sempre più a sostegno e a difesa della famiglia”.

Il Sindaco di Alba Maurizio Marello sottolinea “Partendo dalla nostra città la rivista ha raggiunto una popolarità a livello internazionale, non solo nel mondo cattolico. Famiglia Cristiana ha esercitato nel tempo un ruolo importante nel campo della comunicazione nel nostro Paese, diventando un punto di riferimento su argomenti anche laici, dal senso civico, alla giustizia, alla solidarietà. La rivista ha svolto inoltre un ruolo di pungolo rispetto alla situazione sociale, politica ed economica che sta oggi rivelando tutte le sue criticità”.


BUONA PASQUA!

20 aprile 2011

La Pasqua, quest’anno più che mai, è festa di liberazione.

Per chi crede,  è liberazione dalla schiavitù della morte e del peccato.

Per tutti,  coincide con il ricordo della liberazione del nostro Paese dalla tirannia.

Buona Pasqua di Liberazione!

Maurizio Marello


Enzo Bianchi ad Alba il 4 marzo 2011

9 marzo 2011
Il Priore della Comunità Monastica di Bose ha presentato ad Alba, in una sala gremita, il suo ultimo libro Ogni cosa alla sua stagione (Einaudi).  E’ stata una piacevolissima serata guidata da un dialogo fraterno tra il Priore e Maurizio Marello.

Enzo Bianchi con il sindaco Marello (foto Severino Marcato)

Enzo Bianchi con sindaco Marello e ass.Degiacomi (foto Severino Marcato)

Su TARGATOCN.IT di Gisella Divino:

http://www.targatocn.it/2011/03/08/leggi-notizia/argomenti/alba-e-langhe/articolo/enzo-bianchi-ad-alba-prima-di-credere-in-dio-bisogna-credere-allamore.html

Su IL CORRIERE Alba, Langhe e Roero del 7 marzo è stata pubblicata L’INTERVISTA A ENZO BIANCHI – Recuperiamo il silenzio, torniamo a vivere da uomini – a cura di Beppe Malò.


La gioia e la speranza nascono oggi nel cuore di ognuno. Auguri!

20 dicembre 2010

Carissimi,

abbiamo trascorso un anno in cui non sono certo mancati i problemi, ma che ci ha dato anche tante soddisfazioni. I miei collaboratori ed io abbiamo lavorato sempre con la serenità e la decisione di chi cerca di operare unicamente per il bene comune.

Ritengo positivo il bilancio dell’anno che sta volgendo al termine. Le numerose opere pubbliche concluse o avviate, le politiche abitative, l’attenzione al mondo della scuola ed alle famiglie, le tante manifestazioni culturali e sportive ed un turismo che soprattutto con la Fiera del tartufo ha raggiunto ragguardevoli risultati.

Ancora più positivo è stato l’aver lavorato in squadra, con grande unità d’intenti, la fattiva partecipazione della Giunta e del Consiglio Comunale ed il fondamentale contributo del personale comunale e di tutti i collaboratori. La città, poi, in tutte le sue componenti, sociali ed economiche, ha dato prova come al solito di grande vivacità ed intraprendenza.

Serenità e decisione, dicevo, che ci vengono soprattutto dai tanti amici che continuano a starci vicini, a capirci e ad incoraggiarci.

A tutti, in particolare a chi soffre e fa più fatica, un augurio di Buon  Natale e Buon  Anno che viene davvero dal cuore.

Maurizio Marello


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