Programma

Programma e liste 2009Il programma e le liste (Documento PDF – 1100KB)

Breve filmato di presentazione del programma

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 6 – 7 GIUGNO 2009

Programma del candidato

a Sindaco della Città di Alba

Maurizio Marello

Collegato alle liste:

Alba città per vivere – Marello Sindaco

Con Marello per Alba Attiva e Solidale

Partito Democratico – Marello Sindaco

Partito Socialista – P.S.E.   – Marello Sindaco

Ricordo volentieri e con profonda riconoscenza gli uomini e le donne che ho conosciuto in questi anni, che con la loro vita hanno testimoniato i valori della libertà, della giustizia, dell’uguaglianza, della fraternità e della pace.

In particolare ricordo chi si è battuto nella Resistenza per la democrazia e per i valori che stanno alla base della nostra Costituzione.

A questi principi ispiriamo la nostra azione politico-amministrativa in una città medaglia d’oro al valor militare.

ARIA NUOVA IN CITTA’:

La “buona amministrazione” e le sfide per il futuro

Premessa

Intendiamo iniziare con una premessa che riteniamo opportuna, anzi fondamentale: il paese attraversa un momento difficile e complesso. Non lo è mai stato, ma ora più che mai, non è il tempo di slogan o di affermazioni generiche. Per nessuno.

Non è neppure tempo di perdersi in sogni inutili e irrealizzabili.

Per questo di seguito troverete un “programma concreto”, che guarda ai problemi della città e della gente e che  cerca di affrontare le piccole e grandi sfide che abbiamo innanzi.

Ma è anche vero che sognare un poco, invece, non solo si può ma si deve.  Ora più che mai. Perché soltanto l’immaginazione e le aspirazioni per un futuro vivibile e sostenibile, se non anche migliore, permettono di guardare avanti con fiducia, in modo non irresponsabile.

Del resto un progetto politico serio non può avere lo sguardo miope e corto del breve periodo o di una sola legislatura.

Deve svilupparsi in tempi medio-lunghi ed essere realizzato per parti, a partire da quelle più urgenti. Nella convinzione che quando si elabora un vero e buon progetto, nell’interesse della città e dei suoi cittadini, esso possa essere condiviso nei suoi scopi e nella sua struttura, ed avere continuità nel tempo, sia pure con gli adattamenti e le migliorie che l’evoluzione delle idee e delle necessità impongono.

Non si guardi quindi a questo programma come ad un semplice elenco di cose da fare o addirittura ad un mero libro dei sogni, ad una comoda dichiarazione elettorale che si dimentica non appena le elezioni saranno passate.

Al contrario vuole essere un vero progetto politico per la città e per gli Albesi.

Il Metodo dell’agire politico-amministrativo

10 PRINCIPI

1)    correttezza e trasparenza:  tenere ben distinti gli interessi personali e quelli della comunità civile e promuovere il bene comune.

2)    partecipazione: potenziare il ruolo dei quartieri, valorizzare le associazioni economico- produttive, quelle sociali e di volontariato, il mondo del lavoro. Approvare un regolamento per i referendum consultivi.

3)    ascolto: il Sindaco, la giunta dovranno recarsi periodicamente (almeno una volta all’anno) nei quartieri per ascoltare e confrontarsi con i cittadini sui problemi piccoli e grandi. Il “Palazzo Municipale” dovrà essere accogliente ed aperto ad ogni cittadino, sia nei suoi organi istituzionali (a partire dal Sindaco) e sia nei suoi uffici amministrativi.

4)    concertazione: chi governa ha la responsabilità delle decisioni finali, ma deve decidere non prima di avere ascoltato e dialogato con la città nelle sue varie articolazioni.

5)    informazione: utilizzare bene ed in modo non propagandistico ma realmente informativo, gli strumenti di comunicazione quali il periodico “Alba Notizie” ed il Sito internet del Comune. Pubblicizzare maggiormente le sedute dei Consigli Comunali e delle Commissioni Consiliari al fine di renderne possibile la partecipazione dei cittadini. Utilizzare le nuove tecnologie informatiche per migliorare l’accesso e la tempestività delle informazioni ai cittadini.

6)    consultazione: sulle grandi questioni, dal Piano regolatore al bilancio, occorre aprire una nuova stagione di apertura alla città. Coinvolgere realmente le forze economiche, produttive, sociali, culturali, le categorie e le rappresentanze sindacali ed i quartieri nella costruzione del bilancio preventivo e trovare forme leggibili e comprensibili da tutti per capire dove e come viene speso il denaro pubblico.

7)    la sostanza prima dell’immagine: l’amministrazione, in questi anni, ha dato l’impressione di interessarsi soprattutto dell’ immagine, della città e propria. Occorre ripristinare una  capacità di indirizzo e programmazione, anche nel medio e lungo periodo, guardando alla sostanza dei problemi e fissando delle priorità nella spesa.

8)    Indirizzo e controllo rispetto alle società ed enti partecipati: nominare persone competenti nei vari consigli di amministrazione, evitando sovrapposizioni e conflitti di interesse e pretendere da costoro, oltre che dagli organismi delle Società e degli Enti) rapporti periodici alla Giunta ed alle Commissioni Consiliari competenti.

9)    Capacità di fare territorio: Alba, in dialogo con Bra, deve tornare ad essere riferimento per i Comuni di Langa e Roero, assumendo un ruolo di “guida nella concertazione” con gli altri Comuni, specie sui grandi temi (viabilità, trasporti, Nuovo Ospedale, Turismo, economia, scuola, etc..).

10) Rigore etico-politico nella gestione delle risorse pubbliche: “diligenza del buon padre di famiglia” nella gestione del denaro pubblico, definizione intelligente delle priorità di spesa e degli investimenti, combattere ogni forma di spreco anche attraverso la scelta di obiettivi mirati evitando errori e dispersioni.

I CONTENUTI

-VIABILITA’ E TRASPORTI-

1) Viabilità extraurbana.

Sono in corso opere importanti, che riguardano la parte meridionale del Piemonte (vedi Autostrada Asti/Cuneo), che avrebbero potuto essere concepite meglio ma ormai sono in fase avanzata e non è nostra intenzione riaprire inutili polemiche.

È indubbio che, allo stato attuale, paghiamo ritardi decennali, oltre ad un sostanziale immobilismo dell’Amministrazione uscente: Alba è l’unica tra le “sette sorelle” in Provincia a non essersi dotata negli anni di una o più circonvallazioni ed è attraversata dalla “ex statale 29” con la conseguenza che il traffico veicolare, aumentato esponenzialmente negli ultimi anni, sta letteralmente soffocando la città.

1.1) Tra le grandi opere di maggiore urgenza vi è quella destinata a garantire un collegamento stradale rapido ed efficace con il costruendo Ospedale unico di Alba-Bra (attuale Sp7 della “cantina di Roddi).

È di competenza provinciale: ma a noi sta il compito di seguirne assiduamente l’iter, di verificare che il progetto ed i lavori previsti siano adeguati alla funzione che deve svolgere e di sollecitarne il finanziamento e la realizzazione in tempo utile prima dell’apertura del nuovo nosocomio attualmente prevista per la fine del 2011.

1.2) Le “circonvallazioni”

Innanzi tutto occorre una premessa fondamentale: è assolutamente necessario mantenere i varchi lasciati appositamente dai piani regolatori per il passaggio di strade, sia strutturali che di servizio.

La città si attraversa con difficoltà ed ogni giorno si formano lunghe code inaccettabili di veicoli nei punti critici. Per troppo tempo non è stata posta sufficiente attenzione al problema.

Sono invece indispensabili alcune strutture non più rinviabili, almeno nella loro progettazione e programmazione nel tempo, consapevoli che si tratta di strutture onerose e che quindi richiederanno l’uso di risorse da trovare in periodi non brevi, anche con l’eventuale appoggio finanziario di altri Enti, ma che hanno il vantaggio di poter essere realizzate per tratte e di offrire già considerevoli benefici a seguito di parziali realizzazioni.

Sotto il profilo del metodo, proponiamo da tempo che il Comune si faccia promotore di un Tavolo Permanente Tecnico-Politico sulla grande viabilità ed i trasporti con la Provincia di Cuneo, la Regione, che interloquisca con i parlamentari del territorio ed il Governo Centrale.

- Tangenziale o circonvallazione ovest. È la principale struttura viabile di raccordo tra la grande viabilità e quella urbana su cui puntare nei prossimi anni.

E’ l’unica vera circonvallazione possibile capace di collegare la viabilità extraurbana esistente (tangenziale verso Roddi SP 3 bis), la futura autostrada ed il Nuovo Ospedale, direttamente con C.so Cortemilia (oltre l’abitato cittadino albese) e quindi con la Langa, anche con la realizzazione di un percorso sottocollinare.

E’ l’opera più costosa, ma proprio per questo occorre iniziare a studiarne approfonditamente il percorso ed il progetto per poi reperire i fondi necessari.

Lo studio e la progettazione dovranno cercare possibilmente di fare assolvere a tale struttura viaria le funzioni di attraversamento della città e di collegamento con la rete urbana esistente.

- Strada urbana ad est della città, lungo il torrente Cherasca. L’Amminstrazione uscente ha ipotizzato un tratto stradale che va da via Rio Misureto al viale Cherasca, che potrebbe continuare verso un terzo ponte sul fiume Tanaro.

Riteniamo che questo sia proprio l’esempio di un progetto che ha bisogno di un respiro assai maggiore, specialmente nel momento in cui si ipotizza un’opera di costo rilevantissimo come un terzo ponte sul fiume.

Riteniamo che il progetto debba partire assai più a monte, perché soltanto così si può pensare di ridurre l’intasamento del nodo di piazza Savona. Potrebbe partire nei pressi del cosiddetto Ponte Grosso (prima intersezione del torrente Cherasca con la strada statale per Cortemilia-Savona) per poi proseguire oltre viale Cherasca.

Le difficoltà sono costituite dalla carenza dei varchi, dalla morfologia del terreno e dall’impatto ambientale.

In ogni caso non si può parlare di “tangenziale” intesa come strada di grande scorrimento, ma al più di una strada urbana con sezioni modeste, compatibili con l’ambiente, capace di decongestionare in particolare C.so Langhe e C.so Cortemilia da un traffico ormai insostenibile e di essere di supporto ad un progettabile ed interessante Parco del Torrente Cherasca che potrebbe svilupparsi da Ricca fino al Tanaro.

- Variante a C.so Canale al Mussotto.

Un’altra necessità avvertita da tutti è costituita da una efficace variante a C.so Canale, oggi intasatissimo, che costeggi l’attuale scolmatore del Torrente Riddone.

Si tratterebbe di una strada urbana capace di collegare C.so Asti all’attuale “zona Prarolo”, dai costi accessibili, per la quale occorre preservare i varchi nel PRG.

Un progetto attento potrebbe anche valutare la possibilità di ricollegarsi, oltre la frazione del Mussotto, alla strada verso Torino, anche in questo caso ponendo mano ad una adeguata studio e progettazione tecnica.

2) Viabilità urbana.

Non si ritiene siano necessarie molte opere, se non alcune a completamento di percorsi già esistenti ma interrotti, non utilizzati per via dei tortuosi percorsi che occorre fare per superare il tratto interrotto. Sono da pensare soltanto come strade di servizio urbano.  In qualche caso sono necessarie opere di infrastrutturazione di porzioni di città già costruite e non seguite da sufficienti urbanizzazioni.

Si segnala l’urgenza di realizzare la nuova strada Riddone (il cui progetto è stato approvato lo scorso anno) e di progettare il tratto stradale urbano citato al precedente punto lungo lo scolmatore del torrente medesimo; interventi questi che possono determinare un reticolo stradale nuovo, capace di sostenere ed aiutare C.so Canale e C.so Bra e distribuire meglio il traffico al Mussotto e più in generale nella sinistra Tanaro.

È poi necessario un serio intervento di urbanizzazione della viabilità esistente e nuovi criteri di impostazione per quelle eventualmente ancora da costruire. Le strade, infatti, partecipano profondamente a disegnare e a qualificare l’ambiente edificato, con un’influenza non secondaria sullo stesso valore commerciale degli edifici che vi si affacciano.

Occorre cioè pensare a strade che non siano soltanto un nastro  di asfalto affiancate da marciapiedi insufficienti e spesso impercorribili. Ma occorre ritornare a pensare a viali alberati, a marciapiedi adeguati, dove sia possibile incrociare facilmente altri pedoni, magari altre mamme con carrozzine senza dover scendere in strada, a punti di sosta, ad aiuole, a piste ciclabili.

3) Parcheggi.

Non sentiamo affatto, lo diciamo subito, l’esigenza di aumentare il traffico nel centro cittadino, né nelle sue adiacenze. Non perseguiamo quindi una politica di incremento delle possibilità di parcheggio nel centro storico, oltre quelle già esistenti, al di fuori di quelli necessari per il ricovero dei mezzi dei residenti e delle attività commerciali e terziarie che ne abbiano bisogno.

In questi anni è mancata una seria programmazione in materia ed i cittadini sono stati  letteralmente spremuti attraverso un sensibile incremento degli spazi a pagamento ed il venir meno in centro di aree di sosta libere, magari a disco orario. Parallelamente però non si sono date alternative, ad esempio attraverso la realizzazione di parcheggi a lungo stazionamento nelle zone più periferiche o attorno all’anello della circonvallazione.

Al contrario, l’accordo stipulato dalla Giunta Rossetto per la costruzione del parcheggio sotterraneo di Piazza San Paolo, ha vincolato alla società che gestisce i parcheggi, circa 1300 spazi blu a pagamento per i prossimi venti anni. Si tratta di un vero e proprio “cappio al collo” per le future amministrazioni che abbiano l’ambizione di aumentare le aree pedonali, rendendo la città più vivibile per i cittadini e meglio frequentabile dai turisti a tutto vantaggio dei residenti e delle attività commerciali.

Riteniamo, in merito, giusto appuntare l’attenzione su alcuni importanti - Parcheggi di lungo stazionamento.

In contrapposizione ai parcheggi di breve stazionamento, che sono quelli della zona centrale della città, dove il parcheggio è bene sia consentito con limitazioni e regolamentazione, ma soltanto per lo svolgimento di operazioni di relativa brevità, si pensa di realizzare dei parcheggi a lungo stazionamento, gratuito o a modestissimo costo, come già avviene in alcune città anche italiane, a copertura dal costo del servizio di navetta (o viceversa), che verrebbe parallelamente istituito.

Si tratta di parcheggi da collocarsi ai margini della città, lungo le direttrici di afflusso più frequentate. Questo tipo di parcheggio è da indirizzarsi principalmente a chi arriva in città dall’esterno, per lavoro o per turismo.

- Parcheggi di medio e breve stazionamento.

Un altro importante problema in città sono i grandi parcheggi intorno alla zona storica che, in coincidenza della manifestazioni più importanti sono occupati da strutture legate alla manifestazione, con conseguente riduzione dei posti auto disponibili; poiché, fortunatamente, le manifestazioni ad Alba sono frequenti ed  alcune di lunga durata, ne consegue che il disagio si protrae per lunghi periodi.

Se le aree per le manifestazioni sono trasformate in piazze e attrezzate anche per ospitare le manifestazioni, i parcheggi possono essere collocati a livelli diversi dal piano urbano (es. in silos multipiano), con un miglioramento complessivo sia della sistemazione urbana, sia della funzionalità.

4) Trasporti pubblici. - Extraurbani.

Sono note le difficoltà per quanti intendano servirsi dei servizi di trasporto pubblico, sia all’interno della città che all’esterno.

Alba è uno dei poli industriali più importanti del Piemonte ed è una vitalissima realtà economica, culturale e sociale. Non può perdurare ancora a lungo nel suo isolamento senza che le sue potenzialità ne vengano seriamente danneggiate.

Sembra inutile pensare ad un potenziamento delle linee ferroviarie esistenti che soffrono dei mali di origine e che le rendono inadatte a rispondere alle esigenze attuali.

Il sistema che si propone è quello di una metropolitana di superficie veloce, leggera e frequente, che si muova su una direttrice da Saluzzo ad Asti, passando per Savigliano-Bra-Alba, intersecando sia la linea ferroviaria Torino-Savona-Ventimiglia, sia la Torino-Asti-Genova. Potrebbe in futuro prolungarsi fino a Casale e Vercelli, assicurando anche un agevole collegamento con la Torino- Milano-Venezia e le linee ad alta velocità.

La prima tratta deve essere quella Alba-Bra, anche in funzione del costruendo Nuovo Ospedale; potrebbero seguire le tratte Alba-Asti, Bra-Savigliano, Savigliano-Saluzzo.

- Urbani.

Le linee dei trasporti urbani non corrispondono alle necessità dei cittadini; ne è la riprova l’uso modestissimo dei mezzi esistenti che, fuori degli orari di inizio e fine di lavoro e di quelli scolastici, viaggiano quasi sempre semivuoti.

Occorre riorganizzare con gradualità le linee, sia nei percorsi che nelle frequenze. Soprattutto si deve riprogettare dall’inizio l’intero servizio, avvalendosi di esperti del settore.

Una prima ipotesi, da verificare, potrebbe essere   quella di utilizzare bus di minor dimensione, attrezzati anche per il trasporto di disabili, su percorsi di tipo stellare (Ricca-Racca-Gallo), nei due sensi, organizzati in modo che la frequenza dei passaggi, nelle due direzioni, non sia superiore ai venti minuti, mezz’ora.

A questi possono aggiungersi alcuni minibus navetta che coprano la distanza tra parcheggi di lungo stazionamento alla periferia della città, di cui si è detto sopra e che si potrebbero realizzare con una spesa contenuta, ed il centro cittadino.

Anche con l’attuale servizio, proponiamo sin da ora l’istituzione di un biglietto orario integrato che consenta l’utilizzazione sia dei bus urbani che di quelli extraurbani, ovviamente all’interno del territorio comunale.

5) Trasporti privati

Nella visione attuale le automobili hanno la priorità assoluta, tanto da realizzare parcheggi e parcheggini nei luoghi più improvvidi, arrivando perfino a ritagliare i pochi marciapiedi di larghezza decente, perfino in prossimità delle scuole.

- Automobili.

Lontani dall’idea stessa di comprimere inutilmente le libertà dei cittadini con misure e divieti penalizzanti, si vuole operare in modo da offrire valide alternative all’uso dell’automobile privata. Ciò può significare un miglioramento tutt’altro che secondario, del benessere e della qualità della vita dei cittadini, attraverso una riduzione dell’inquinamento, dei rumori, dei tempi di percorrenza, delle code nelle ore di punta, con ricadute assai positive sulla salute di tutti e sulle spese pubbliche che gravano sulle loro tasche e con una ricaduta positiva anche sul sistema economico e delle imprese.

In primo luogo quindi si pone l’efficienza del trasporto pubblico e la realizzazione dei parcheggi ai margini della città, di cui si è detto.

Ma una misura opportuna è anche quella di estendere con gradualità la pedonalizzazione del centro storico, nel tempo e di pari passo con l’estensione delle attività nelle vie secondarie. E di pari passo anche con  la sistemazione di altre piazze ed altri luoghi del centro, oggi destinate unicamente a parcheggio, quali per esempio piazza San Francesco (ex tribunale) e piazza Garibaldi, ma anche la piazza del Mercato coperto, oggi piazza Senatore Cagnasso, con la realizzazione di un decoroso arredo urbano e di un adeguato sistema di parcheggi.

Queste piazze costituiscono uno dei primissimi approcci con coloro che giungono da fuori città e che, ad una prima osservazione, qualificano negativamente il volto di Alba.

- Pedonalità.

Al Comune spetta il compito di attrezzare i percorsi in modo da renderli ambientalmente più belli e decorati, sicuri, agevoli e comodi. Anche in funzione della sosta delle persone e della percorribilità da parte di disabili.

Intendiamo quindi estendere l’uso di marciapiedi, ovunque ciò sia possibile e laddove oggi ancora non ci sono (specie in zone periferiche), di alberature, di panchine, di pavimentazioni funzionali all’uso pedonale, proteggendo adeguatamente le aree destinate ai pedoni dall’interferenza veicolare.

Riteniamo poi assolutamente importante la realizzazione di percorsi pedonali soprelevati, in superamento di strade molto trafficate od ostacoli che impediscano collegamenti pedonali diretti.

Pensiamo al collegamento del parcheggio di via Mameli (ex area caserme) con la stazione e con il centro; al collegamento del parcheggio e del mercato ortofrutticolo davanti alla Caserma dei Carabinieri, con la piazza Senatore Cagnasso, e quello tra il parcheggio “Pio Cesare” (nella circonvallazione) ed il centro cittadino e ad altri collegamenti da farsi in contemporanea alla realizzazione di alcune delle strade di cui si parlerà nei punti successivi.

- Piste ciclabili.

Da decenni, in molte città europee, si è dato impulso ad una percorribilità ciclistica delle città; sui due fronti: dell’utilità e del tempo libero.

Utilità.

È proprio su questo punto che occorre puntare l’interesse, per un miglioramento della qualità degli spostamenti, in particolare sul territorio comunale.

La massima parte delle piste ciclabili e dei percorsi facilitati realizzati recentemente sono sporadiche, strette, non protette e quasi sempre in conflitto con la viabilità automobilistica, e terminano proprio quando ce ne sarebbe più bisogno: sugli incroci. Pochi tratti di piste ciclabili, già realizzate con altri criteri nell’ambito di progetti parziali, sono state incluse nella rete attuale. Molti tratti sono stati ignorati. Quasi sempre le piste sono inadeguate ed insicure per gli adulti, impraticabili per ragazzi e bambini. Spesso sono ricavate con criteri di residualità e tormentate da tombini e caditoie stradali.

Intendiamo promuovere, nel tempo, una vera attrezzatura del territorio con piste ciclabili di utilità, sicure e funzionali e con un vero e proprio progetto di mobilità ciclabile che parta dalle periferie e giunga fino al centro cittadino senza soluzione di continuità.

Una particolare attenzione verrà posta alla possibilità di realizzare una passerella sul “vecchio ponte” sul Tanaro in grado di collegare la sinistra-Tanaro con la restante parte della città.

Tempo libero.

Per quanto riguarda il tempo libero, il territorio albese, specialmente quello di pianura, si presta molto bene alla realizzazione di percorsi ambientali che, d’altra parte, già esistono in larga misura, sotto forma di percorsi rurali. Occorre però pensare ad una loro attrezzatura con valide segnalazioni, con piccole aree di sosta e riposo, creando anche quei collegamenti che possano trasformare i percorsi esistenti in una rete di vasto interesse. Per questo occorre operare in collaborazione con un insieme di altri Comuni. La previsione di un grande parco fluviale lungo il Tanaro che parta da Neive a giunga sino a Pollenzo, da inserire nel Nuovo Piano Regolatore e da costruire insieme con i Comuni interessati, rappresenta il progetto di lungo periodo per eccellenza, capace anche di suscitare interesse dal punto di vista turistico.

- PIANIFICAZIONE URBANISTICA e PIANO REGOLATORE -

Premessa.

Il principale fallimento dell’Amministrazione uscente è costituito dalla mancata approvazione del progetto preliminare del Nuovo Piano Regolatore. Un percorso durato 5 anni con continui ripensamenti, poco dibattito, scarse informazioni e che non è approdato a nulla.

La mancanza di una pianificazione urbanistica generale della città è una delle causa del ritardo delle infrastrutture, della mancanza di verde e di servizi, specie nei quartieri periferici e dello sviluppo disordinato della città degli ultimi anni. Per contro le decine di varianti e modifiche all’attuale piano hanno prodotto una cementificazione selvaggia della città e trattato i cittadini con due pesi e due misure.

L’obiettivo dei primi mesi del nostro governo sarà quello di approfondire il lavoro fatto dai tecnici, discutere del piano in Consiglio, nelle Commissioni ed in città, apportare tutte le opportune modifiche e portarlo in approvazione nel suo progetto preliminare. Le varianti di piano debbono tornare ad essere una eccezione, utile quando risponde ad interessi pubblici, e non la regola come è accaduto in questi anni.

1) La Pianificazione del territorio. Tre punti:

- non sembra proprio più possibile pianificare il territorio senza tenere in conto la situazione, le aspirazioni e l’infrastrutturazione di un territorio più vasto di quello comunale.

- non sembra più possibile pianificare il territorio comunale con strumenti onnicomprensivi, dalle scelte strategiche ai dettagli costruttivi degli edifici.

- occorre ritornare a valorizzare la progettazione urbanistica di dettaglio, per aree più piccole, in accordo con le previsioni generali ma anche con più attenzione al contesto urbanistico esistente ed in progetto ed all’evoluzione delle funzioni necessarie.

Il Nuovo Piano Regolatore dovrà tenere presente, oltre a tutto il capitolo della viabilità, dei parcheggi e dei trasporti, di cui si è detto sopra, alcuni presupposti ed indicazioni di fondo:

- il dimensionamento.

Dopo l’esplosione anagrafica dei primi decenni del dopoguerra, Alba non è più cresciuta. I suoi abitanti sono rimasti in un intorno di 30.000 e forse soltanto oggi, tramite l’immigrazione principalmente, si registra un saldo moderatamente positivo della popolazione. La disponibilità di abitazioni è elevata e coprirebbe agevolmente il fabbisogno ordinario, se soltanto venissero poste in uso.

Per quanto improbabile però, non si può affermare con assoluta certezza che non si presenti una necessità di espansione della città (un piano deve avere un respiro almeno ventennale), ma in tal caso occorre farlo mitigando il più possibile il consumo di territorio.

- La città costruita La città policentrica.

L’idea di polarizzazione  è  positiva se applicata alla città esistente. Si può affermare che la città di Alba sia già strutturalmente polarizzata, anche per via della sua disposizione stellare sul terreno,  se si pensa alle zone di corso Piave – corso Europa, della Moretta e soprattutto del Mussotto, la cui rapidissima espansione ne ha fatto un luogo densamente abitato.

Tuttavia i “poli” non possiedono ancora quel grado di attrezzatura urbana sufficiente da farli riconoscere e considerare come tali.

La prima conseguenza che si deve pensare e programmare la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie ed il decentramento dei servizi amministrative ed urbani che caratterizzano la città.

Crediamo poi che, riqualificare la città, significhi, innanzitutto, occuparsi proprio della parte già costruita, delle condizioni di vita e del benessere dei suoi cittadini che già la vivono e la abitano.

Significa in poche parole occuparsi delle possibilità di rinnovamento, sia funzionale, sia abitativo, sia tecnologico, sia ambientale degli edifici costruiti negli anni del dopoguerra ed in particolare negli anni 60-70 (vedi i quartieri Moretta e Piave-Europa in particolare) con criteri che non rispondono assolutamente più alle esigenze e ai problemi attuali: sia sul piano delle spese gestionali e dei consumi energetici oggi insostenibili per diverse ragioni, sia dell’assetto attuale delle società, alle modificazioni familiari, alle necessità e qualità degli spazi domestici disponibili e a quelli richiesti.

Non rispondono più per dotazione di spazi collettivi, di percorsi agevoli e sicuri, di aree per il tempo libero, di servizi connessi con l’abitare.

Si tratta di quello che tecnicamente va sotto il nome di “Rinnovamento delle città postbelliche” e che è il tema cruciale dell’urbanistica in tutti i paesi europei e segnatamente in Italia che ha conosciuto, in quel periodo, la crescita più intensa e sregolata.

In questo quadro assume una particolare importanza la riqualificazione e le destinazioni d’uso delle aree industriali dimesse, quali gli stabilimenti Vestebene e Miroglio.

Certo è un’operazione difficile da realizzarsi ma benefica sotto ogni profilo: sia perché potrebbe migliorare enormemente la qualità di vita degli abitanti, sia perché potrebbe indirizzare in modo assai positivo le risorse, le capacità e le iniziative imprenditoriali nel settore edilizio.

Le periferie.

Vi è poi ancora un tema, che potrebbe apparire ormai trito perché viene sempre genericamente enunciato e poi sempre ugualmente eluso. Ma oggi non è più rinunciabile e eludibile.

È il tema della qualificazione delle periferie che, ad Alba potrebbe andare di pari passo con quello della realizzazione della polarizzazione urbana di cui si è da poco parlato.

Da un lato siamo fortemente interessati allo sviluppo di costruzioni eco-compatibili a basso consumo energetico, condividendo anche l’obiettivo di edifici a bilancio energetico in pareggio. Vale a dire che riescono a consumare energia in misura pari o inferiore a quella da essi stessi prodotta.

Dall’altro pensiamo a intridere il tessuto urbano esistente e quello ancora da costruire, con aree verdi e percorsi pedonali  protetti. Cioè aree non semplicemente decorative ma destinate alla sosta ed al gioco dei bambini, in prossimità delle abitazioni, controllabili dalle case, al riposo e alla sosta di tutti ma con particolare riguardo agli anziani, alle mamme con i loro piccoli, ai disabili.

Una particolare attenzione riteniamo sia da dedicare a percorsi pedonali attrezzati, separati dalle strade veicolari, ove possibile all’interno degli stessi isolati edificati, usabili anche dai giovanissimi per recarsi a scuola, con l’accompagnamento a piedi ma, dove possibile, con il semplice controllo visivo, da casa, della sicurezza dei bimbi.

Il centro storico

Riqualificare la città significa occuparsi del centro storico garantendone la continuità e la conservazione dal punto di vista del patrimonio storico ed architettonico, ma favorendone la vitalità. Sotto questo profilo è fondamentale prevedere nel Piano una regolamentazione puntuale dei restauri e delle ristrutturazioni.

Particolare importanza assume la ristrutturazione del complesso della Maddalena, nei suoi aspetti culturali ed economici e di utilizzo e vivibilità del cortile interno.

- La casa

La vera grande contraddizione di questi ultimi anni è stata quella di costruire molto, senza però prevedere nuovi edifici, o il recupero di edifici esistenti, per dare la casa a condizioni accessibili anche ai redditi minori. Il Risultato che a fronte di centinaia di alloggi sfitti, abbiamo oltre 200 famiglie in cerca di abitazione.

Non pensiamo alla realizzazione di quartieri popolari che hanno dimostrato tutti i loro limiti ed i loro difetti. Pensiamo viceversa alla sistemazione in edifici singoli, in appartamenti sparsi nel tessuto edificato.

In particolare pensiamo a due categorie.

Ci sembra da un lato importante riprendere il discorso delle abitazioni per anziani (i c.d. minialloggi), sviluppate in un preciso periodo, che hanno dato eccellenti risultati, tanto da essere un modello riconosciuto.

Ma pensiamo che sia prioritario anche favorire l’accesso alla casa dei giovani, le cui condizioni economiche soffrono di limitazioni, incertezze, precarietà, che conducono fatalmente, in ultima analisi, alla difficoltà di formare nuovi nuclei familiari.

Opereremo per giungere alla progettazione ed alla costruzione di alloggi a basso costo, adattabili in dimensione alle esigenze di un nucleo familiare in crescita e quindi ampliabili nel tempo con minima spesa.

Proponiamo, inoltre, la costituzione di un’Agenzia pubblica per la casa, con compiti di garanzia e di mediazione tra proprietari ed affittuari. Questo non solo faciliterebbe l’accesso alla casa, ma assicurerebbe anche i proprietari rispetto al pagamento effettivo del canone, a tutto vantaggio di una ripresa del mercato.

- I Parchi Intendiamo impegnarci anche sul fronte dei parchi a livello urbano.

Esiste già il progetto del parco del Mussotto che sta segnando il passo e che invece si pensa debba giungere rapidamente alla sua realizzazione. Si tratta di una di quelle operazioni di qualificazione delle aree periferiche, non soltanto decorativa ma, al contrario funzionale alle abitazioni come polmone verde, attrezzature per il tempo libero e lo sport, integrato con il nuovo centro per il culto e gli impianti sportivi già esistenti.

Riteniamo però anche importantissimo iniziare una progettazione unitaria delle vaste aree che circondano l’abitato di San Cassiano, già ampiamente attrezzato con impianti sportivi, per evitare un consumo arbitrario e casuale delle aree disponibili, ed anche usi impropri e svilenti, almeno sotto l’aspetto ambientale. Può diventare una importante occasione di valorizzazione dell’intera area.

Gia si è accennato al parco del Cherasca, significativa occasione di recupero ambientale di un’area oggi a tratti degradata in prossimità di un’edificazione in continua crescita e della sfida di lungo periodo costituita dalla realizzazione di un parco fluviale lungo il Tanaro (da Neive a Pollenzo).

Non da ultimo occorre puntare alla manutenzione ed al miglioramento del Parco Tanaro e dei giardini cittadini esistenti spesso degradati e poco accessibili per i cittadini.

- I mercati e le piazze Piazze.

Abbiamo sentito avanzare in questi anni la richiesta di realizzare nuove piazze, soprattutto nei quartieri periferici (vedi San Cassiano). L’esigenza in se giustissima consiste nel cercare di costruire nuovi spazi di aggregazione per la vita civile.

Noi riteniamo che le piazze non siano tanto costituite dagli spazi vuoti, quanto dall’interesse a sostarvi per via della gradevolezza del sito ma soprattutto delle funzioni e nelle architetture che si trovano negli edifici che la disegnano. Per questa finalità vanno realizzate oppure dove ci sono migliorate.

Mercati.

L’idea di piazza potrebbe in parte coincidere con l’idea di mercato. Quelli rionali ricorrenti potrebbero trovare posto in aree progettate e studiate per accoglierli, con reciproco vantaggio per le attività che vi si affacciano, invece di essere relegati in aree residuali. È certamente il caso dei mercati del Piave e della Moretta che potrebbero trovare sistemazione in aree più idonee e più favorevoli. E’ il caso di altri mercati che potrebbero sorgere, sussistendone le condizioni anche economiche, in altri quartieri (San Cassiano e  Mussotto).

Ma riteniamo sia possibile pensare anche ad un reciproco vantaggio per l’ambiente urbano e per le attività, recuperando la tettoia di piazza senatore Cagnasso, con caratteristiche di igiene e di decoro, valutando  anche la possibilità di realizzare un mercato chiuso e permanente. L’architettura della tettoia, opportunamente trasformata e, se necessario, ampliata con progetti idonei, potrebbe offrire nuovo interesse architettonico e urbanistico, alla città, specie se collegata pedonalmente alla contigua piazza della tettoia del mercato ortofrutticolo.

2) Ambiente e sicurezza del territorio. – Il tema è vastissimo e non limitabile a poche righe e considerazioni.

Valga per tutte la dichiarazione di estrema attenzione all’ambiente, non soltanto urbano, ma anche a quello agricolo e collinare, che costituisce il valore fondante dell’area di Alba, tanto da far aspirare il territorio ad essere incluso tra quelli insigniti del titolo di “Patrimonio dell’Umanità”.

Ma questo significa, sotto un profilo urbanistico, una altrettanto estrema attenzione al recupero delle costruzioni e all’inserimento del nuovo, evitando gli usi impropri.

Ciò non intende minimamente significare una limitazione della proprietà e dell’iniziativa privata, ma la richiesta di una forte attenzione all’uso privato dei suoli, non in contrasto con gli interessi della collettività.

Significa altresì avere estrema attenzione a non dimenticare i passati eventi alluvionali e ad avere rispetto nell’edificazione dei rischi idrogeologici.

Per quanto attiene alla sicurezza del territorio, molto è stato fatto negli anni per la messa in sicurezza del Tanaro e dei principali torrenti. Semmai il problema da affrontare è quello  di programmare in modo sistematico la loro manutenzione e pulizia.

Oggi una prima emergenza è costituita dalla regimazione delle acque superficiali: ad ogni insistente pioggia parti della città vengono allagate proprio per la mancanza di fossi adeguati. In proposito proponiamo:

-         lo studio e la progettazione di una rete di fossi che consentano alle acque, anche collinari di raggiungere i torrenti;

-         la messa in atto, di comune accordo con i privati, di politiche di tenuta del territorio specie nelle zone agricole e collinari;

-         una adeguata manutenzione (che oggi non c’è) dei canali esistenti anche nelle zone urbane.

Una seconda recente emergenza è costituita dal vasto dissesto idrogeologico che si è registrato a seguito delle copiose piogge, che ha colpito le zone collinari ed agricole con diffuse frane. Ciò comporta un intervento importante anche ai superiori livelli (Regionali e Provinciali) per reperire le risorse necessarie per il ripristino delle infrastrutture (soprattutto le strade) interrotte e danneggiate. Comporta anche una riflessione sulla necessità di non abbassare la guardia sulla sicurezza del territorio.

Per quanto attiene alla sicurezza del territorio un ruolo importante viene svolto dalle associazioni di protezione civile.

A tal proposito riteniamo utile potenziare il ruolo di coordinamento dei vari gruppi operanti sul territorio, ad opera del Comune.

LE MANUTENZIONI

Un capitolo a parte, in materia di lavori pubblici, lo merita il tema delle manutenzioni delle infrastrutture e delle urbanizzazioni esistenti.

Sono i c.d. piccoli problemi, che in realtà piccoli non sono, perché ogni giorno i cittadini li toccano con mano: i marciapiedi, le asfaltature, l’illuminazione, la segnaletica orizzontale, le fognature, i fossi, le pavimentazioni sconnesse, i giardini, le aree gioco, la pulizia dei corsi d’acqua, la sistemazione delle strade nelle frazioni, la pulizia della città, i dossi, l’eliminazione delle barriere architettoniche, il decoro urbano, la realizzazione di servizi igienici pubblici nelle zone più frequentate dai cittadini e dai turisti, etc…

Sono spesso questioni che non fanno notizia, ma essenziali per la qualità del vivere.

Intendiamo impegnarci a fondo su questi problemi, destinando risorse sufficienti per intervenire nei quartieri e nelle frazioni della città dove abbiamo ricevuto moltissime segnalazioni.

L’efficienza di una Amministrazione si misura innanzitutto dalla capacità di dare risposte tempestive e non tardive ai cittadini e dalla capacità politica e tecnica di affrontare i problemi di ogni giorno.

-         I SERVIZI ALLA PERSONA

In quest’ampia categoria vogliamo ricomprendere tutte le competenze dirette ed indirette del Comune che hanno come destinatari le persone, sia sotto il profilo dell’assistenza che della promozione umana. In parte coincide con quelli che tradizionalmente chiamiamo servizi sociali, in parte con il c.d. Welfare municipale, ma va oltre.

Sotto questo profilo, dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro amministrativo , crediamo sia opportuna una riorganizzazione delle deleghe nella futura Giunta comunale, che metta al centro la famiglia come prima comunità civile, vero e proprio crocevia generazionale (anziani , bambini, giovani, adulti).

Proponiamo allora, sulla scorta di  esperienze di altri comuni, la costituzione di un vero e proprio Assessorato alla famiglia o alle politiche familiari.

1) Sanità e salute.

La gestione dei servizi sanitari ed assistenziali non è competenza diretta del Comune, ma essi costituiscono parte essenziale dei bisogni e delle attese dei cittadini.

Siamo convinti che sia necessaria una più attenta partecipazione degli Enti Locali nella programmazione e nel controllo della sanità sul territorio. Una sanità sempre più attenta ai bisogni delle persone, che pur impegnata nella lotta agli sprechi, sia tesa ad offrire servizi sempre migliori e adeguati alle nuove scoperte scientifiche. Il tutto all’interno di un quadro di un servizio sanitario che consolidi e rafforzi il suo carattere primario di servizio pubblico.

- In riferimento alla costruzione del Nuovo Ospedale di Verduno, vogliamo, per quanto compete al Comune, attuare una politica attenta al rispetto dei tempi di costruzione e all’allestimento dei servizi che, oltre al potenziamento degli esistenti, veda l’apertura di nuove specialità come, ad esempio, la radioterapia. Settore, questo, che attualmente obbliga i pazienti ai  disagi di una pendolarità verso altri ospedali. Potenziamento dei posti letto per la lungo degenza e per la post degenza con servizi di riabilitazione.

Un impegno al mantenimento ad Alba, come a Bra, dei servizi essenziali di base per ridurre i disagi dei cittadini negli spostamenti.

Come già sottolineato nella parte relativa alle infrastrutture, il Comune dovrà riservare una particolare attenzione  alla realizzazione di efficienti collegamenti stradali e all’organizzazione di adeguati servizi di trasporto pubblico con l’erigendo Nuovo Ospedale, che tengano conto delle esigenze del particolare tipo di utenza e del pendolarismo del personale e dei parenti.

- Crediamo che debbano essere potenziati i servizi domiciliari con particolare attenzione verso gli anziani e ai disabili, anche attraverso un maggiore impegno finanziario della Regione. Ciò anche a fronte dei tagli che si sono susseguiti a livello centrale in questi anni che hanno messo in grave difficoltà le famiglie meno fortunate che debbono assistere malati cronici e disabili.

2) Socio Assistenza.

Nel campo dei servizi socio assistenziali, per noi avrà una posizione prioritaria la solidarietà intesa non solo come ricerca di soddisfare il bisogno delle persone in difficoltà attraverso una semplice erogazione di un sussidio, ma soprattutto cercando di liberare la persona dallo stato di bisogno e dalla condizione di indigenza.

Per questo, il potenziamento dei servizi sociali, aumentandone la quantità e la qualità, non deve essere considerato  come un carico per la spesa pubblica, ma anche come la piena affermazione del fatto che Comune che si fa carico dei propri  cittadini, di tutti.

Le politiche del contrasto del disagio  sono sicuramente da implementare ed  adeguare alla luce dei nuovi bisogni che emergono tra la popolazione. Come sta avvenendo nel resto dell’Italia anche ad Alba le famiglie registrano un calo di natalità, mentre invece aumentano gli anziani, arrivano persone straniere in cerca di occupazione e si profilano nuove forme di povertà, frutto dell’attuale momento di crisi economica.

Inoltre occorre rimarcare le gravi ripercussioni sulla qualità della vita dei cittadini causate dalle politiche del governo  di centro destra , quali i tagli ai trasferimenti ai Comuni e alle Regioni ( che a loro volta tagliano i fondi ai Consorzi Socio assistenziali).

Il servizio del Socio Assistenziale è suddiviso tra gestione diretta del comune, con  l’Assessorato ai servizi sociali, che gestisce l’assistenza scolastica, l’asilo nido, la mensa comunale, i mini alloggi per gli anziani e tutte le iniziative di svago come soggiorni marini, centri anziani, gite, ecc. e gestione indiretta, cioè quella che il comune di Alba  demanda al Consorzio Socio assistenziale Alba Langa Roero.

Questo organismo  si occupa di assistenza ai portatori di handicap,  situazioni di povertà,  tutela degli anziani e  i problemi dei cosiddetti settori disagiati come immigrati, nomadi, carcerati, ecc.,. Inoltre si fa carico di  tutto quanto  riguarda la prevenzione dei minori ( estate ragazzi, CAM, centri di incontro ).

L’Amministrazione comunale di Alba, deve  attuare una più incisiva presenza nel disegnare le linee d’azione del Consorzio Socio Assistenziale e seguire con più attenzione le realtà sociali e di volontariato presenti in città. L’Assessorato alle politiche sociali deve predisporre  un lavoro di analisi della realtà locale e coinvolgere il più possibile quanti si vogliono impegnare nel sociale.

Alba, come capo fila dei 47 comuni facenti parte il Consorzio, deve impegnarsi maggiormente nella realizzazione del Piano di Zona dei servizi sociali, che si configura come un vero Piano Regolatore dei Servizi Sociali: insieme alle associazioni di volontariato, la cooperazione sociale, le scuole, il centro per l’impiego, le associazioni sindacali e di categoria.

- Le aree di intervento nel sociale:

- Famiglie. E’ necessario perseguire una politica di sostegno alle famiglie, sostenendo la tutela della maternità, in particolare nei riguardi delle giovani coppie, incentivando ed implementando i servizi per l’infanzia ed in particolare l’asilo nido con rette ed organizzazione più favorevoli alle famiglie. Occorre sostenere l’affido familiare per i minori in difficoltà e potenziare le strutture di prima accoglienza.

- Anziani. L’innalzamento della vita media fa proporzionalmente aumentare il numero degli anziani soli, con le problematiche legate alla salute, alla condizione economica, alla dipendenza da altri, alle povertà. Occorre però agire da un lato con interventi di prevenzione e presa in carico delle persone non autosufficienti, dall’altro offrire opportunità per  valorizzare l’importante risorsa sociale che gli anziani rappresentano. E’ necessario poi sostenere la realizzazione di abitazioni adeguate (vedi minialloggi per anziani) che favoriscano la vita indipendente dell’anziano, valutare la possibilità di introdurre esenzioni sui trasporti pubblici per anziani con reddito basso, promuovere presso l’Asl la richiesta di aumento dei posti letto in convenzione nelle case di riposo, attualmente al di sotto rispetto alle necessità. Negli anni futuri dovrà essere attentamente valutato il rapporto tra i bisogni di assistenza domiciliare, abitazioni per anziani e case di riposo.

Di estrema importanza l’intervento sui Centri Anziani per una riqualificazione progettuale  insieme ai loro frequentatori e migliorare le attività ricreative e culturali, in collaborazione dell’Unitrè e di altre associazioni cittadine.

- Persone diversamente abili. Obiettivo della nostra amministrazione sarà la garanzia del pieno rispetto della dignità umana ed dei diritti all’autonomia della persona con diversa abilità promuovendo la sua piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nella società. L’impegno sarà quindi rivolto a sostenere le attività delle comunità alloggio; a garantire il trasporto per i disabili inseriti nelle scuole; a favorire l’inserimento lavorativo degli adulti con disabilità; proseguendo nell’azione di abbattimento delle barriere architettoniche esistenti e promuovendo progettazioni di nuove strutture accessibili a tutti.

- Cittadini stranieri e nomadi. Si tratta di cittadini che provengono da ogni parte del mondo, portatori di culture e tradizioni diverse tra di loro, per i quali spesso il primo contatto con la nostra città avviene attraverso l’inserimento scolastico o entrando nel mondo del lavoro. Riteniamo necessario lavorare per una loro piena integrazione e partecipazione alla vita sociale albese, favorendo occasioni d’incontro e scambio culturale.

Nella nostra città esiste da anni un campo nomadi attrezzato che oggi viene gestito dagli stessi residenti supportati da una cooperativa sociale. Il lavoro fin qui condotto ha dato parziali frutti, occorrerà lavorare per il pieno inserimento scolastico dei minori. Si dovrà proseguire nel processo di integrazione investendo sulle nuove generazioni e sulla loro effettiva possibilità di inserimento lavorativo.

- Contrasto alla povertà. Per contrastare i fenomeni emergenti di marginalità sociale  e le nuove povertà, riteniamo il diritto all’abitazione prioritario per ogni individuo. Occorre poi aumentare le esenzioni sulle entrate comunali agli indigenti assistiti; introdurre nuove agevolazioni sulle tasse di competenza comunale a favore delle persone povere.

- Politiche giovanili. Un’attenzione costante ai problemi dei giovani si caratterizzerà per: un costante potenziamento del servizio informa giovani; la promozione di momenti di incontro mettendo a disposizione di giovani spazi e fondi dedicati; istituendo una apposita figura all’interno dell’amministrazione comunale che seguirà costantemente le problematiche giovanili con uno specifico assessorato (possibilmente affidato ad un giovane); alle realtà associative ed ai gruppi di giovani già esistenti vogliamo fornire nuove  occasioni di incontro ed aggregazione.

3) La scuola e la formazione

Il sostegno alla formazione e alla crescita delle intelligenze e delle sensibilità deve essere preoccupazione primaria di una amministrazione che sappia guardare al futuro. La scuola deve quindi occupare uno dei primi posti nelle attenzioni dell’amministrazione.

Ciò tanto più oggi, alla luce della riforma posta in essere dal Governo di centro destra che attraverso tagli indiscriminati mette a rischio la qualità dell’offerta formativa, oltre ad importanti e consolidati servizi quali il tempo pieno.

Per questo, vogliamo che il comune si impegni a premere in sede politica per consolidare ed ampliare le positive esperienze di tempo pieno e tempo prolungato, individuando anche i modi per intervenire nel caso con risorse proprie. Ugualmente, non dovrà venir meno l’impegno di sostegno qualificato agli alunni disabili.

Ribadiamo la centralità della famiglia nelle politiche per la scuola e per i giovani: anche in epoca di tagli occorre garantire l’assistenza alla mensa, la tutela della qualità didattica, la qualità del servizio mensa, il coordinamento con l’ASL per individuare e seguire i minori con problemi, la sorveglianza pre-scuola.

Sottolineiamo l’importanza che Alba si faccia capofila del territorio in stretto coordinamento con i  Comuni limitrofi, anche attraverso al costituzione di un Tavolo permanente di lavoro sui temi scolastici.

Vogliamo anche cercare un dialogo continuo e ravvicinato con le scuole per costruire strumenti che aiutino la realizzazione dei loro piani di offerta formativa.

Per la scuola dell’infanzia, intendiamo operare per ampliare le disponibilità di accoglienza nell’asilo nido e per istituire nuove sezioni di scuola materna (e sezioni primavera) nelle zone di ampliamento o di nuovo insediamento.

Per la scuola elementare e media, vogliamo completare la messa a norma degli edifici ed avviarne un programma di manutenzione e riqualificazione di quelli esistenti (tinteggiatura, aree verdi da sistemare, arredi e attrezzature, laboratori  insufficienti);.

Vogliamo completare il plesso scolastico del Mussotto con la costruzione di una palestra.

Intendiamo portare avanti  il progetto di una scuola media per il quartiere della Moretta.

Per tutte le scuole dell’obbligo dovrà essere studiata una modalità di trasporto che non penalizzi le sede scolastiche più periferiche nell’utilizzo di proposte di integrazione alla didattica.

Quanto alle scuole superiori, su cui è competente la Provincia, premeremo perché sia al più presto completato  il complesso dell’ex caserma Govone con la nuova Palestra, sulla base dell’accordo di programma tra Provincia e Comune, così come la ristrutturazione della Scuola enologica.

Dovremo favorire tutte le forme di dialogo e di integrazione tra le istituzioni scolastiche e le agenzie di formazione professionale.

Una particolare attenzione andrà posta all’ Agenzia formativa APRO: il Comune dovrà possibilmente aumentare la propria partecipazione in termini di quote ed avere a cuore la qualità dell’offerta e del servizio formativo ai ragazzi.

Vogliamo infine impegnarci a sostenere le attività del Centro Territoriale Permanente volte alla formazione degli adulti.

4) Lo sport

Lo sport è un indispensabile strumento di socializzazione e di crescita umana, oltre che di salute.

L’Amministrazione Comunale si farà promotrice di progetti, in collaborazione con la Regione, le scuole, le parrocchie per sostenere lo sport per tutti con particolare riguardo alle fasce più deboli (minori, giovani, famiglie disagiate, disabili).

Si investiranno risorse nella formazione degli allenatori e dei dirigenti sportivi, in collaborazione con gli Enti e le società sportive operanti nel comune, per favorire un uso corretto delle strutture pubbliche, a partire dai centri sportivi.

Si porrà particolare attenzione nel controllo di gestione degli impianti comunali per garantirne l’uso da parte di tutti i cittadini interessati, sia a fini promozionali sia a fini agonistici, evitando emarginazioni soprattutto dei ragazzi meno dotati atleticamente.

I contributi comunali saranno erogati in modo trasparente ed equo, avendo particolare riguardo alle società sportive che garantiscono lo sport per tutti, attivando meccanismi di controllo sull’uso effettivo delle strutture pubbliche.

Si dovranno sostenere i gruppi sportivi attivi nei vari quartieri, vicini ai giovani ed alle famiglie, garantendo a tutti la possibilità di usufruire delle strutture (palestre, etc..) indispensabili per lo svolgimento delle attività. A tal fine si lavorerà, insieme ai vari soggetti interessati, per la predisposizione di un regolamento con criteri chiari ed oggettivi per la concessione degli spazi.

Vogliamo aumentare ancora di numero le aree e gli spazi per il gioco libero, e destinare strutture per l’attività motoria degli anziani.

Pensiamo che non sia opportuna la presenza di amministratori comunali all’interno delle società sportive, che devono autogovernarsi promuovendo persone competenti che vivono intensamente la vita delle società stesse.

5) La Cultura

L’intervento del Comune nel settore della cultura ha la finalità di favorire la crescita intellettuale e morale dei cittadini e di offrire loro la possibilità di ampliare i propri orizzonti confrontandosi con idee, esperienze e sensibilità diverse. Facendo questo, si potranno pure aprire possibilità di soddisfacimento di non plebee curiosità, di intelligente utilizzo del tempo libero, di stabilimento di nuove relazioni, di svago; ma non dovrà mai essere il puro effimero appagamento di un bisogno di evasione l’obiettivo dell’azione del Comune.

Il Comune, poi, non vorrà certo porsi come l’unica, omologante, agenzia culturale. La sua azione dovrà anzi essere volta a creare le condizioni affinché la libera e creativa iniziativa di singoli e gruppi possa proficuamente svolgersi e dare frutto, in un clima di collaborazione reciproca.

La politica culturale del prossimo quinquennio, quindi, avrà come primo impegno il potenziamento (e non il semplice mantenimento) delle istituzioni culturali create dal Comune: la Biblioteca, il Museo, il Teatro Sociale, l’Istituto musicale.

- La Biblioteca civica sarà il fulcro di una coinvolgente estesa iniziativa di promozione della lettura, con l’occhio rivolto in particolare ai giovanissimi ed alle famiglie. Essa investirà pure quei nuovi cittadini di lingua e cultura diverse che nell’istituzione bibliotecaria possono trovare, nella miglior tradizione democratica, uno strumento potente di integrazione nelle loro nuova comunità. L’amministrazione si impegnerà anche a cercare adeguate soluzioni ai crescenti bisogni di spazi per la Biblioteca.

- Il Museo civico sarà vissuto come il luogo fondamentale della nostra memoria e della conoscenza della nostra realtà. Saranno valorizzate le attività di ricerca, in modo che i cittadini possano fruirne nel modo più conveniente.

- L’amministrazione si impegnerà a preservare il grande patrimonio costituito dal rilevante numero di persone che, da tutto il territorio, frequentano il Teatro Sociale ed a individuare azioni atte ad ulteriormente ampliarlo. Opererà d’altro canto anche per rinvigorire la capacità e la freschezza ideative del Teatro.

- L’Istituto musicale andrà considerato nella pratica come risorsa preziosissima, capace di offrire ai cittadini opportunità di crescita culturale che nessun altro può loro assicurare. La cura di mettere a sua disposizione una sede efficiente e moderna si accompagnerà a quella di consolidarne e ancor più qualificarne il corpo docente.

Molte sono le altre iniziative di carattere culturale presenti in città, portate avanti dalle tante associazioni culturali che operano in città e questo è sicuramente un segno di forte vitalità. L’amministrazione intende accompagnarne l’evoluzione, privilegiando quelle che danno garanzie di continuità, di qualità e di professionalità organizzativa. Per quanto riguarda quelle promosse da enti in cui è preponderante la presenza pubblica, ci si impegnerà per ricondurle nell’ambito di una programmazione condivisa, evitando inutili doppioni e, peggio, dannosi personalismi. Comunque, sarà necessaria una revisione critica di tutte quelle in cui la pura ricerca di effetti di immagine finisce per soffocarne la dimensione più propriamente culturale.

Pur nelle ben note difficoltà del momento, si opererà per mantenere, e se possibile per accrescere, il livello quantitativo delle risorse destinate alla cultura. La loro distribuzione verrà comunque ricalibrata secondo gli indirizzi esposti. Particolare attenzione verrà dedicata alla ricerca di nuove risorse provenienti da fonti diverse, potenziando la progettazione che consenta di attingere a finanziamenti comunitari.

In merito crediamo sia di fondamentale importanza la promozione degli uomini di cultura più noti del nostro territorio:  realizzare un museo dedicato a Pinot Gallizio,  potenziare le attività del Centro Fenoglio.

-AMBIENTE –

Il futuro è nelle nostre mani: questo dovrebbe indurci ad un maggiore senso di responsabilità nelle nostre azioni quotidiane, ma anche e soprattutto nelle politiche che un Comune è chiamato a porre in essere.

A tale scopo ripristineremo uno specifico Assessorato all’Ambiente e Territorio che avrà le deleghe all’ecologia, ai servizi ambientali, alla protezione civile, all’agricoltura, alle politiche europee e che verrà dotato di una adeguata struttura.

In sintesi indichiamo 7 punti per un comune eco-compatibile e meglio vivibile da parte di tutti:

1)      Acqua buona per tutti: migliorare la qualità dell’acqua potabile anche  attraverso una equilibrata miscelazione dalle varie fonti di approvvigionamento della città (acquedotto della Langhe, del Roero e pozzi del Tanaro). Migliorare l’efficienza delle reti e favorire il risparmio idrico.

2)      Da rifiuti a risorsa: promuovere la raccolta differenziata (anche porta a porta) anche nelle zone periferiche della città ad oggi non ancora toccate dal servizio, superando l’obiettivo minimo del 60%. A tal fine sarà utile fare programmi di informazione e formazione nelle scuole, incentivare l’uso dell’ecocentro anche con premi per chi lo utilizza. Ridurre la produzioni di rifiuti alla fonte anche attraverso accordi con i commercianti per favorire la vendita di prodotti sfusi e/o con imballaggio cauzionato. Compatibilmente con le normative nazionali e regionali proponiamo di cambiare il sistema di calcolo della Tarsu: passare da una tassa calcolata semplicemente sulla base della metratura degli edifici (con risultati iniqui per le persone che vivono da sole, specie gli anziani) ad un sistema di calcolo misto che tenga conto della metratura ma anche della concreta produzione di rifiuti.

3)      Energie pulite e diffuse: installare impianti di solare termico e fotovoltaico per gli edifici pubblici.  Promuovere ed incentivare l’autoproduzione di energia solare, sistemi di riscaldamento efficienti e che utilizzano fonti rinnovabili. Raggiungere con il teleriscaldamento la sinistra Tanaro e le zone ancora scoperte della città. Molti dei servizi ambientali sono oggi appannaggio dell’EGEA, una azienda a partecipazione pubblica minoritaria con la quale l’Amministrazione deve stabilire  un rapporto più stringente sulla programmazione, manutenzione ed ampliamento delle reti, nonché sul controllo delle tariffe.

4)      Trasporti puliti: realizzare percorsi ciclabili sicuri, i parcheggi interscambio, promuovere le aree pedonali e a traffico limitato.  Sviluppare i collegamenti di trasporto pubblico con i Comuni vicini.

5)      Città (sicure) per tutti: abbattimento di tutte le barriere architettoniche per bambini e portatori di handicap (viabilità ed accessibilità).  Monitorare con attenzione la qualità dell’aria e intervenire per garantire aria pulita per tutti.  Creare spazi gioco per i bambini e di aree di “zona 30”. Tenere pulite tutte le aree pubbliche (compresi i giardini e le aree gioco) e i corsi d’acqua per garantire la fruizione ed evitare rischi idrogeologici. Favorire il trasporto pubblico per le scuole e specifici percorsi protetti (es. pedobus) per evitare il sovraffollamento di auto nei pressi degli edifici scolastici.

6)      Edilizia ecologica: diminuire il consumo energetico degli edifici pubblici e dell’illuminazione pubblica.  Incentivare anche con finanziamenti la bioedilizia privata. Garantire l’adozione di un Piano Regolatore improntato alla sostenibilità e alla mitigazione dell’impatto visivo e ambientale.

7)      Prodotti di qualità delle nostre terre: promuovere le produzioni tipiche del Comune e del territorio. Incentivare i Gruppi di Acquisto e le filiere corte in particolare quelle legate all’Agricoltura Biologica. Sostenere la manutenzione dei territori marginali.  Garantire il mantenimento della biodiversità grazie alla collaborazione con gli agricoltori del Comune.

-         ECONOMIA e TERRITORIO

Stiamo attraversando una crisi economica mondiale, che è finanziaria ma anche strutturale.

Le sfide del futuro, lo insegna il nuovo Presidente degli Stati Uniti, saranno quelle di limitare i danni sociali di questa crisi (perdita di posti di lavoro) e di costruire un nuovo modello economico. Nuovo perché più giusto, nuovo perché capace di costruire economia ed occupazione non semplicemente per produrre beni per i quali la domanda diminuisce costantemente, ma per produrre beni e servizi nuovi a partire dalle energie rinnovabili, dal risparmio energetico, alla tutela dell’ambiente e per sostenere la ricerca e l’innovazione tecnologica. Nuovo perché capace di contrastare gli squilibri mondiali che vedono una parte significativa degli uomini e delle donne del pianeta vivere e morire nell’indigenza più assoluta.

Anche nel piccolo di una città possiamo  e dobbiamo fare la nostra parte. - Una città dinamica ed innovativa vicina alle sue imprese.

La forza economica del nostro territorio si fonda su una straordinaria diversificazione:  è legata alle nostre principali industrie e a quel tessuto di piccole imprese industriali, artigianali, commerciali, turistiche ed agricole e di servizi talvolta loro collegato, almeno in parte.

Un’amministrazione comunale è vicina alle proprie imprese innanzitutto se fa bene il proprio mestiere ed esercita le proprie competenze in tutti i comparti e settori che abbiamo indicato in questo programma.

Non si è vicini a parole ma con i fatti: realizzando  le strade, i collegamenti infrastrutturali ed approvando un nuovo Piano Regolatore (cose queste che l’Amministrazione uscente non ha fatto).

Si è vicini sostenendo una buona scuola che prepari i ragazzi ad entrare nel mondo del lavoro e puntando sull’aggiornamento professionale e la formazione continua dei lavoratori, in particolare di quanti perdono il posto e devono cambiare o riqualificare la loro professionalità.

Si è vicini facendo buone politiche di territorio, anche di tutela ambientale e paesaggistica.

Si è vicini fornendo dei servizi pubblici ed amministrativi efficienti, eliminando le difficoltà burocratiche, organizzando bene gli uffici comunali, a partire dall’Ufficio Tecnico e collaborando, altresì, con gli Uffici provinciali per l’impiego.

Si è vicini attrezzando la città delle reti tecnologiche informatiche indispensabili oggi per ogni impresa.

Si è vicini attivando programmi e misure a sostegno della ricerca applicata nelle piccole e medie imprese e reperendo a tal fine le risorse stanziate dai livelli superiori anche europei.

- Piano Regolatore, viabilità e trasporti

Il contributo allo sviluppo economico da parte del Comune viene innanzi tutto dal nuovo Piano Regolatore Generale, del quale si è trattato in un apposito precedente paragrafo, nell’ambito del quale vanno previste aree attrezzate per gli insediamenti ed eventuali rilocalizzazioni., le strade ed un sistema di trasporti adeguato.

Altro contributo viene dalla realizzazione delle infrastrutture autostradali che sono in corso di realizzazione da parte di altri enti, che comportano notevole impegno tecnico e finanziario proprio per i lotti albesi, la cui realizzazione andrà monitorata con particolare attenzione da parte del nostro Comune.  Un nodo critico permane riguardo alla effettiva fruibilità della ferrovia da parte dell’Albese sia per quanto riguarda le merci che i passeggeri.

- Efficienza della pubblica amministrazione e dei servizi

Una pubblica amministrazione efficiente è un altro contributo allo sviluppo economico. Sedi adeguate, il pieno utilizzo delle tecnologie informatiche ed una formazione continua del personale insieme alla semplificazione sono leve fondamentali per migliorare il rapporto con le imprese e con i cittadini.

A tal fine deve essere valutata l’opportunità e la fattibilità di forme di decentramento di punti informativi e di servizi comunali  nei quartieri periferici, rivedendo e potenziando le figure dei “Vigili di quartiere”.

L’amministrazione comunale, oltre a prevedere un programma di interventi in merito alle proprie strutture edilizie e tecnologiche e alle proprie risorse umane, dovrà riaprire un dialogo serrato con tutti gli enti (Provincia, Inps, Inail, catasto) per vedere quanto si può ancora e meglio decentrare sul territorio e quali servizi possono essere realizzati in via telematica, in un quadro di fattiva collaborazione tra gli Enti locali.

- La filiera agro-alimentare-turistica e le manifestazioni

La fama di Alba è in larghissima parte legata alle produzioni agricole, all’enologia ed alla enogastronomia di tutto un vasto territorio che alla città fa naturale riferimento. L’amministrazione non può mai scordare questa realtà. L’isolamento sarebbe un grave errore, vogliamo pensare ogni iniziativa promozionale come azione che deve favorire il territorio nel suo complesso. Alba deve tornare ad essere punto di riferimento autorevole e vicino dei Comuni di Langa e Roero. L’amministrazione di Alba si impegnerà affinché siano ricondotti ad un più efficace e coordinato lavoro i diversi enti che sono stati creati in questi anni, evitando sprechi e sovrapposizioni, per la promozione del vino e dell’agroalimentare.

All’impegno sulle strutture deve corrispondere una crescente collaborazione tra le istituzioni formative e di ricerca con il mondo produttivo al fine di sviluppare la ricerca applicata necessaria.

Per quanto riguarda il tartufo, mentre si moltiplicano gli eventi promozionali, occorre porre agli enti competenti la necessità di diffusione di piante da tartufo.

Le manifestazioni (in particolare la Fiera del tartufo e Vinum) dovranno essere ripensate, avendo riguardo al coordinamento con le altre numerose iniziative sul territorio ed alla valorizzazione dei diversi periodi dell’anno.

E’ necessario che  l’Assessorato al Turismo ed alle manifestazioni riprenda un forte ruolo sia di impulso, indirizzo e controllo.

Il grande aumento di capacità ricettiva, di ristoranti, di pubblici esercizi richiede   un’azione fortemente coordinata ed innovativa per riuscire ad alimentare l’afflusso di turisti, oltre che nell’autunno, anche nelle altre stagioni.

Si tratta di integrare la proposta enogastronomica, la cui qualità deve essere mantenuta e aumentata, in un giusto rapporto di prezzo, con una valorizzazione del    paesaggio, dei sentieri e delle piste ciclabili, di altre proposte culturali,  sportive e di svago, anche al fine di aumentare il periodo di permanenza dei turisti.

La nostra convinzione è che possano convivere diversi tipi di turismo, compresi quello scolastico, religioso, sportivo, della Terza Età e delle crociere, purché basati su una proposta qualificata.    Anche il turismo congressuale potrebbe dare un contributo importante al territorio, anche se sono necessari seri approfondimenti sulla localizzazione, il finanziamento e la gestione di un centro congressi. Un grande ruolo deve essere svolto dalla formazione nel formare le figure necessarie nel campo enologico e dell’ospitalità, compresi gli aspetti gestionali e di marketing.

Riteniamo indispensabile migliorare ancora l’accoglienza, potenziando non solo tra i giovani in formazione, ma anche tra tutti gli operatori dei diversi settori – autonomi, dipendenti, pubblici – le indispensabili conoscenze linguistiche, geografiche, storico-artistiche, enogastronomiche, comunicative per far sentire davvero il turista ospite accolto al meglio.

Commercio specializzato e grande distribuzione

Il commercio ha costituito e tuttora costituisce una grande risorsa per Alba, ma troppi   negozi aprono e chiudono, troppi sono schiacciati sotto il peso di affitti molto onerosi.

Oltre alla necessità di una ripresa dei consumi e di un maggior afflusso turistico, legati in parte a fattori generali e in parte a possibili politiche locali come quelle sopra esposte, si ripropone un aperto dibattito sul ruolo e sul rapporto tra negozi di vicinato, negozi specializzati, grande distribuzione.

Riteniamo che sia necessario, a tutti i livelli, porre in essere delle politiche di sostegno del commercio di vicinato e specializzato, che costituisce una parte importante della nostra economia e  non incrementare ulteriormente la grande distribuzione, già ampiamente presente sul nostro territorio.

Il lavoro e le risorse umane

Di fronte ai grandi cambiamenti in tutti i settori, alla necessità di flessibilità ed al fenomeno del lavoro precario, uno dei principali contributi allo sviluppo può venire dalle azioni di orientamento, di formazione e di ricollocazione, che, con forme ed intensità diverse, già oggi investono giovani in formazione, disoccupati, occupati. È compito questo della Provincia con il suo Centro per l’impiego, delle agenzie private per l’incontro domanda offerta, del sistema scolastico e della formazione professionale. Di particolare interesse sono anche l’animazione, l’orientamento e la consulenza per la creazione di nuove imprese svolto dalla Provincia e dalle associazioni imprenditoriali.

Il Comune, che ha una convenzione su queste materie con la Provincia, può e deve contribuire alla conoscenza dei fabbisogni e alla rete dell’orientamento.

Nel campo dell’educazione degli adulti un apposito comitato può  svolgere un’azione di indirizzo,  coordinamento, sostegno. Particolare attenzione deve essere riservata  all’apprendimento della lingua italiana da parte degli stranieri adulti e al loro inserimento socio-culturale. Si tratta di azioni che hanno una valenza sociale ma che costituiscono anche un contributo allo sviluppo, dal momento che consentono un migliore e più efficace inserimento nel lavoro.

Un nuovo rapporto con il territorio

Alba, che è sempre stata capitale economica di un ampio territorio, deve rafforzare il dialogo con le comunità montane e le unioni collinari su un piano di parità, per poter meglio coordinare gli sforzi, per progettare insieme sviluppo economico e servizi, per tornare ad essere davvero e maggiormente il punto di riferimento di una vasta area.

La realtà economica dell’Albese contiene in sé, all’interno della propria area, molti degli spostamenti lavorativi delle persone e delle iniziative. Questa caratteristica non può però portare ad una sorta di presunzione di autosufficienza, perché molte delle nuove questioni che si devono affrontare, nel quadro della formazione superiore e della ricerca nonché delle infrastrutture richiede una presenza attiva di Alba e dell’Albese all’interno della Provincia di Cuneo, nell’ambito del Piemonte Sud e nei rapporti con Torino.

LE PERSONE e la COMUNITA’-

Una città amica dei bambini e degli anziani.

Una città è prima di tutto un insieme di persone: uomini, donne, bambini, giovani, anziani, oggi  anche di etnie e religioni diverse.

L’attenzione ai soggetti più deboli ed esposti, ai loro bisogni ed alle loro speranze è la base senza la quale non può esserci una vera comunità civile.

Si perché Alba deve continuare ad essere una grande Comunità coesa, dalle periferie, alle frazioni, sino al centro.

Per fare questo ci vuole  attenzione alle persone:

- ai bambini ed alle famiglie di cui si è gia detto in precedenza, anche assicurando alle donne i servizi pubblici e familiari necessari per conciliare i tempi di lavoro e di vita e di equilibrare tra i generi l’impegno per il lavoro di cura;

- ai giovani, favorendo luoghi di aggregazione, di confronto e di dialogo, le strutture sportive, il centro H Zone, coinvolgendoli nella gestione degli spazi, quelli attuali e quelli nuovi da progettare nei quartieri di  recente espansione (vedi ad es. quartiere Europa, Mussotto, etc..), e nelle attività culturali ed artistiche.

Tutto ciò necessita di adeguate politiche giovanili, anche attraverso la previsione di una specifica delega.

- agli anziani, sempre più numerosi nella nostra città, che hanno bisogno di servizi ed assistenza e costituiscono una grande risorsa.

L’Amministrazione deve offrire loro luoghi ed occasioni di incontro e di socialità, ma soprattutto servizi pubblici adeguati alle loro esigenze, strutture abitative accessibili per poter trascorrere serenamente il loro tempo in città. L’allungamento del tempo di vita, associato alla diffusione di malattie degenerative, produce situazione di gravi difficoltà per gli anziani e per le loro famiglie. L’amministrazione dovrà fare ogni sforzo per conoscere bene queste situazioni e per prevedere, in collaborazione con l’ASL e con il Consorzio socio-assistenziale, gli interventi più efficaci.

Vogliamo anzitutto incentivare al massimo la permanenza degli anziani nella loro famiglia o comunque nel loro domicilio, anche attraverso lo sviluppo di pratiche di buon vicinato, di teleassistenza. Mantenere e ampliare il servizio di assistenza domiciliare sarà quindi un obiettivo primario. Ma forme particolari di sostegno dovranno essere messe in cantiere per quelle famiglie che curino in casa anziani non autosufficienti e/o malati gravi.

Intendiamo consolidare forme di “servizio civico volontario”, per valorizzare le competenze e le disponibilità di tanti anziani che sentono di poter ancora portare un importante contributo alla vita della città.

Nei centri anziani o in altre strutture dedicate pensiamo sia possibile ampliare la gamma di proposte culturali, ricreative, sportive.

Una città ricca di solidarietà.

La ricchezza di Alba non è solo economica ma è data da una rete di volontariato e di associazioni straordinaria.

- Dovremo lavorare perché la nostra città sia sempre più accogliente con tutti a partire dai cittadini immigrati, promuovendo la loro piena integrazione nel tessuto sociale. Su questo deve giocare un ruolo importante la scuola, la valorizzazione del lavoro dei mediatori culturali, la promozione di luoghi ed occasioni di scambio tra cittadini di culture diverse, una maggiore attenzione al ruolo delle c.d. “badanti”.

- Il sostegno al volontariato nelle sue varie espressioni ed un ruolo di coordinamento dell’ente pubblico, costituiscono gli strumenti per contribuire alla crescita del bene comune. In merito l’Amministrazione dovrà applicare il principio di sussidiarietà, ma giocare anche un fondamentale ruolo politico di indirizzo e programmazione dell’attività sul territorio comunale. In questa direzione andrà ulteriormente potenziato il ruolo della “Consulta del volontariato”.

Altro fattore di crescita sarà la promozione del commercio equo e solidale, dei gruppi di acquisto, della finanza etica a maggior tutela del consumatore su qualità e prezzi.

- Una particolare accoglienza ed attenzione va riservata ai cittadini diversamente abili, alle loro famiglie, potenziando i servizi e lavorando per una loro piena integrazione nel tessuto sociale. L’abbattimento delle barriere architettoniche è un fatto di civiltà; così come è importante la realizzazione dei marciapiedi dove mancano e la manutenzione di quelli esistenti. Occorre mantenere e sviluppare i rapporti tra sanità, servizi sociali, scuola, agenzie di formazione, centro per l’impiego per favorirne e sostenerne l’inserimento lavorativo.

Occorre continuare a sostenere le associazioni che consentono ai diversamente abili di praticare sport anche a livello agonistico.

- Una particolare menzione va agli esclusi, a chi vive ai margini, a chi paga nelle carceri il conto con la giustizia. La Comunità civile comprende anche costoro e deve dare a tutti uno spazio di recupero e di riscatto.

Una città sicura e fiduciosa.

Siamo sensibili al timore di molti, soprattutto anziani, di fronte ad una criminalità sempre presente, che si manifesta in particolare nei fenomeni dei furti negli alloggi e truffe.

Tutti vogliamo poter circolare tranquillamente, senza temere borseggi o furti d’auto o intrusioni nella propria abitazione.

Intendiamo porre attenzione ad una crescente collaborazione tra la Polizia municipale, i Carabinieri e la Guardia di finanza per presidiare in maniera efficace il territorio e far sentire a tutti i cittadini la presenza rassicurante dello Stato in tutte le sue articolazioni a garanzia della sua sicurezza, in tutti i quartieri cittadini e nelle periferie.

Inoltre le segnalazioni da parte dei quartieri e delle frazioni, l’utilizzo di telecamere nei punti critici della città, collegate alle stazioni della Polizia municipale e dei Carabinieri, e l’illuminazione pubblica nelle zone a rischio devono valere da deterrente per diverse fattispecie di microcriminalità.

Di pari passo dovranno essere sviluppate azioni educative, sociali, di animazione degli spazi della città, sulla base del principio che una città presidiata ed animata è più civilmente controllata.

Non da ultimo per importanza la sicurezza non è disgiunta dal decoro urbano: la corretta illuminazione delle vie, la pulizia dei giardini e degli spazi di incontro sono indispensabili perché la città sia vivibile e costituiscono un deterrente importante alla violenza ed alla criminalità.

Una convivenza civile e serena si basa anche sul rispetto da parte di tutti i cittadini delle regole (dalla gestione dei rifiuti, ai divieti di sosta, agli schiamazzi) e da parte dell’Amministrazione Comunale alla vigilanza ed al controllo che le regole siano rispettate.

Una città per la pace

Tocchiamo in conclusione questo tema, anche se non è certo il meno rilevante, soprattutto nelle odierne contingenze.

La città non può non essere attenta a quel che succede nel mondo che la circonda. D’altronde, la sua storia recente è anche storia di grande apertura verso le necessità di altri popoli e di grandi manifestazioni di solidarietà e generosità.

Il Comune si farà  promotore di incontri tra popoli e culture diverse alla ricerca di una sincera amicizia. In tale direzione si impegnerà nella ricerca di collaborazioni con città di paesi in via di sviluppo.

Parteciperemo anche attivamente al sostegno di chi vuol promuovere una cultura ed una politica della pace, che non significano solo rifiuto della guerra ma anche perseguimento attivo della giustizia.

Intendiamo assumere un atteggiamento che aiuti a trasformare i conflitti in occasioni di crescita. Non solo sulla scala internazionale, ma anche nelle famiglie, nel vicinato, sui luoghi di lavoro e di svago. Valorizzeremo quindi l’attività dell’Ufficio della pace per promuovere occasioni e servizi anche per favorire la mediazione dei microconflitti. Partendo dal piccolo della nostra famiglia, potremmo costruire un modo di pensare che contribuisca alla pace nel mondo.

- LE RISORSE -

-         Dal punto di vista delle entrate non intendiamo aumentare la pressione fiscale e ci impegneremo per tutte le opportunità possibili nei bandi regionali, nei fondi Europei e nelle risorse disponibili presso le fondazioni di origini bancaria, lavorando su progetti nell’ambito di una programmazione pluriennale.

-         Dal punto di vista della spesa intendiamo agire con rigore evitando sprechi e dando priorità alle opere ed ai servizi  essenziali per i cittadini. E tenendo sotto controllo la spesa corrente.

-         Per quanto attiene agli investimenti, oltre alle entrate a fondo perduto, si farà ricorso ai mutui solo se strettamente necessari per la realizzazione di opere fondamentali per il futuro della città.

-     IL SENSO DELLE ISTITUZIONI –

-         La Giunta: costruiremo una squadra di persone competenti, affidabili e rappresentative, capaci di lavorare in modo collegiale.

-       Il Consiglio Comunale: valorizzeremo il Consiglio come luogo istituzionale di rappresentanza dei cittadini, di indirizzo politico e di controllo, in cui maggioranza ed opposizione si confrontano nel reciproco rispetto, avendo particolare riguardo a collaborare , ove possibile, sui grandi temi della città e del territorio.

-        Le Commissioni Consiliari dovranno essere il luogo di informazione ed approfondimento per garantire il rapporto e il dialogo tra l’attività del Sindaco e della Giunta ed i Consiglieri.

-         Il rapporto con  i Comuni del territorio e con gli Enti sovraordinati dovrà essere costante ed improntato alla correttezza istituzionale e ad una reale collaborazione, soprattutto con riferimento alla programmazione territoriale, a quella urbanistica, ai temi sociali ed ambientali ed alla progettazione e realizzazione delle grandi opere (viabilità ed ospedale).

Alba, 25 aprile 2009 Il candidato a Sindaco Maurizio Marello

Lascia un commento